Indice
- Requisiti d'ingresso per Bali
- Quando andare a Bali
- Come muoversi a Bali
- Cosa vedere nel centro di Bali
- Cosa vedere nel nord di Bali
- Cosa vedere nell'est di Bali
- Cosa vedere nel sud di Bali
- Cosa vedere nell'ovest di Bali
- Le isole vicino a Bali meritano una visita?
- Cosa fare a Bali: le esperienze da vivere almeno una volta
- Itinerario consigliato per visitare Bali
- Quanto costa un viaggio a Bali?
- Cosa mangiare a Bali?
- Errori da evitare
- Domande frequenti
- Il consiglio che avrei voluto ricevere prima di partire per Bali
Bali è una delle destinazioni più conosciute al mondo e, con ogni probabilità, anche una delle più difficili da raccontare. Cercando cosa vedere a Bali, ti sarai probabilmente imbattuto in opinioni completamente opposte: c’è chi la considera un paradiso, chi una meta ormai sopravvalutata e chi è convinto che abbia perso la sua autenticità.
Negli ultimi anni ci sono tornato più volte, fermandomi sull’isola sia per brevi periodi che per diversi mesi. Ogni viaggio mi ha lasciato qualcosa di diverso, e proprio da queste esperienze nasce questa guida: un racconto onesto di Bali, dei luoghi che meritano davvero una visita e di quelli che, a mio parere, puoi tranquillamente evitare. L’obiettivo è offrirti consigli pratici e un punto di vista personale per aiutarti a organizzare il viaggio senza lasciarti influenzare troppo dai luoghi comuni.
Requisiti d’ingresso per Bali
Se parti dall’Italia per una vacanza fino a 30 giorni puoi entrare in Indonesia richiedendo il Visa on Arrival (VOA), ottenibile direttamente all’aeroporto di Denpasar, oppure puoi richiederlo online prima della partenza. Il costo è di 500.000 rupie, equivalenti a circa 35 euro, sia per la versione online che per quella all’aeroporto.
Personalmente ti consiglio la seconda opzione. Mi è capitato di arrivare a Bali in periodi considerati tranquilli e di ritrovarmi comunque a fare code interminabili ancora prima di uscire dall’aeroporto. Durante l’alta stagione la situazione può essere ancora più complicata. Da allora preparo sempre tutta la documentazione prima della partenza, così da risparmiare tempo e iniziare il viaggio con meno stress.
Se vuoi sapere come richiedere il visto online, quali documenti servono, come compilare la dichiarazione doganale, quando è necessario pagare la tassa turistica e tutto quello che c’è da sapere, trovi ogni passaggio spiegato nella mia guida dedicata ai Visti per Bali.
Quando andare a Bali
Bali si può visitare praticamente tutto l’anno, ma il periodo migliore dipende molto dal tipo di viaggio che hai in mente. La stagione secca, generalmente compresa tra aprile e ottobre, offre giornate più stabili, meno piogge e condizioni ideali per visitare l’isola in scooter, fare trekking o trascorrere le giornate al mare. Tra novembre e marzo, invece, aumentano le precipitazioni, anche se difficilmente piove tutto il giorno e spesso gli acquazzoni si concentrano nel pomeriggio o in serata.
Personalmente, dopo diversi viaggi a Bali, ho finito per preferire due periodi in particolare. Il primo è aprile e maggio, quando la stagione secca è appena iniziata e il numero di turisti è ancora contenuto. Si riesce a visitare gran parte dell’isola con più tranquillità, trovare alloggi a prezzi migliori e godersi attrazioni come Ubud, Amed o il nord di Bali senza la folla dell’alta stagione.



L’altro periodo che consiglio è tra settembre e ottobre. Anche in questo caso il clima è generalmente ottimo, le piogge sono ancora piuttosto rare e, rispetto ai mesi centrali dell’estate, il turismo inizia lentamente a diminuire. È il momento in cui, personalmente, mi piace di più tornare a Bali.
Se vuoi un approfondimento mese per mese, con il clima, le temperature e i periodi migliori per organizzare il viaggio, trovi tutte le informazioni nella mia guida su quando andare a Bali.
Come muoversi a Bali
Dopo diversi mesi trascorsi sull’isola e migliaia di chilometri percorsi in scooter, posso dirti che il mezzo migliore per visitare Bali dipende dal tipo di viaggio che hai in mente. Personalmente, però, continuo a pensare che lo scooter sia la scelta migliore.
Le strade di Bali non sono fatte per correre. Anzi, spesso il traffico ti costringerà ad andare piano, ma è proprio questo uno degli aspetti che più apprezzo. Viaggiando in scooter hai la libertà di fermarti davanti a una risaia, imboccare una strada secondaria, raggiungere una spiaggia poco conosciuta o fermarti in un piccolo warung senza dover seguire un itinerario prestabilito. È un modo completamente diverso di vivere l’isola.
Noleggiare uno scooter a Bali
Se viaggi da solo, difficilmente ti consiglierei un mezzo diverso. Il noleggio costa generalmente tra i 50.000 e gli 80.000 rupie al giorno (3-5 euro) e il carburante si aggira stabilmente intorno alle 50.000 rupie per un pieno (circa 3 euro), permettendoti di girare l’isola spendendo pochissimo. È importante però guidare con prudenza: il traffico, soprattutto nel sud dell’isola, può essere intenso e in Indonesia è richiesta la patente internazionale. Ti consiglio inoltre di evitare gli spostamenti notturni nelle zone più isolate, dove l’illuminazione è spesso limitata.
Driver privato, Grab, Gojek e taxi
Se invece non hai mai guidato uno scooter o preferisci viaggiare in totale tranquillità, la soluzione migliore è affidarsi a un driver privato. Il costo varia dai 25 ai 60 euro a seconda della tratta, ed è una scelta che consiglio soprattutto alle coppie, alle famiglie o a chi vuole visitare più luoghi nella stessa giornata senza preoccuparsi del traffico o del parcheggio.
Per gli spostamenti più brevi puoi utilizzare anche Grab e Gojek, le due applicazioni più diffuse in Indonesia. Sulle tratte più comuni e di breve percorrenza i prezzi possono essere sorprendentemente bassi, spesso tra i 90 centesimi e i 2 euro. Se preferisci i taxi tradizionali, cerca di utilizzare i Blue Bird Taxi, considerati i più affidabili sull’isola.
Personalmente continuo comunque a scegliere lo scooter. Dopo tanti viaggi a Bali è ancora il mezzo che mi permette di vivere l’isola con più libertà e, spesso, sono proprio le deviazioni improvvisate lungo la strada a regalarmi i ricordi migliori.
Cosa vedere nel centro di Bali
Se dovessi consigliarti da dove iniziare un viaggio a Bali, ti risponderei senza alcun dubbio: Ubud. Ogni volta che torno sull’isola è quasi sempre la mia prima tappa e, ancora oggi, continuo a considerarla la base migliore per esplorare Bali. Oltre a essere una delle zone più affascinanti dell’isola, la sua posizione centrale permette infatti di raggiungere facilmente il nord, l’est e il sud, rendendo molto più semplici anche le escursioni giornaliere.
Spesso definita il cuore culturale di Bali, Ubud è molto diversa dalle località costiere. Qui non troverai grandi spiagge o beach club, ma antichi templi, risaie, piccoli villaggi, mercati tradizionali e una quotidianità che, nonostante il turismo, riesce ancora a conservare parte della sua autenticità. Se Canggu e il sud rappresentano la Bali più moderna e internazionale, Ubud è quella che consiglio a chi vuole capire davvero l’isola. È uno di quei luoghi che consiglio di vivere senza fretta, passeggiando tra le sue strade, fermandoti in un warung o semplicemente osservando la vita che scorre.
Anche se hai a disposizione pochi giorni, ti suggerisco di dedicare almeno due o tre notti a Ubud. Oltre alle attrazioni presenti nei dintorni, rappresenta un punto di partenza ideale per scoprire alcune delle zone più belle dell’isola senza dover cambiare continuamente alloggio.
Monkey Forest Ubud
La Monkey Forest è probabilmente l’attrazione più turistica e conosciuta di Ubud. Potrebbe sembrare uno di quei luoghi da evitare proprio per questo, e invece continuo sempre a consigliarla.
Ogni volta che torno a Bali ci faccio sempre un salto. Le scimmie sono sicuramente il simbolo di questo luogo, ma non sono il motivo principale per cui vale la pena visitarlo. A fare davvero la differenza è l’atmosfera che si respira all’interno della foresta: antichi templi ricoperti di muschio, vegetazione tropicale, ponti in pietra e sentieri immersi nel verde che riescono ancora oggi a trasmettere una sensazione di pace, nonostante l’elevato numero di visitatori.
Naturalmente è importante adottare qualche semplice accortezza. Le scimmie sono abituate alla presenza dell’uomo e possono essere piuttosto curiose: evita quindi di mostrare cibo, tieni ben chiusi zaino e oggetti personali e non cercare di toccarle. Il biglietto d’ingresso si aggira intorno ai 4 euro e il parco è aperto tutti i giorni; se vuoi organizzare al meglio la visita, nella mia guida dedicata alla Monkey Forest di Ubud trovi prezzi aggiornati, orari, consigli pratici e alcuni errori che ti consiglio di evitare.
Sangeh Monkey Forest
La Sangeh Monkey Forest si trova nella zona di Mengwi, a circa 30-40 minuti da Ubud verso il sud, ed è una delle attrazioni che preferisco consigliare a chi ha già visitato la Monkey Forest di Ubud e vuole scoprirne una completamente diversa. Personalmente la preferisco: è più foresta nel vero senso della parola, quasi primitiva, meno turistica e con un’atmosfera che, secondo me, riesce a trasmettere qualcosa di più autentico.



Le scimmie ci sono anche qui, ma è il contesto naturale a fare la differenza: alberi di noce moscata altissimi, un tempio hindu immerso nella vegetazione e sentieri dove ci si ritrova spesso quasi da soli. Se hai tempo, ti consiglio di visitarle entrambe: si completano, non si escludono. Nella mia guida alla Sangeh Monkey Forest trovi orari, prezzi e tutto quello che serve.
Campuhan Ridge Walk
A meno di dieci minuti dal centro di Ubud si trova uno dei luoghi che preferisco in assoluto. Il Campuhan Ridge Walk è una passeggiata immersa nel verde che, a mio avviso, rappresenta il modo migliore per staccare dal traffico e dall’atmosfera più frenetica del centro.
Il sentiero non presenta particolari difficoltà ed è adatto praticamente a chiunque. È completamente gratuito e si percorre in 40-60 minuti. Ti consiglio però di percorrerlo la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio, quando il caldo è più sopportabile e la luce rende il paesaggio ancora più suggestivo.
Nel mio approfondimento dedicato al Campuhan Ridge Walk trovi il percorso completo, il punto esatto da cui partire e alcuni consigli utili per goderti la passeggiata nei momenti migliori della giornata.
Risaie di Tegalalang
Le risaie di Tegalalang sono probabilmente il panorama più iconico del centro di Bali. Le grandi terrazze coltivate seguono l’antico sistema di irrigazione Subak e rappresentano uno degli scorci più fotografati dell’intera isola.
Negli ultimi anni sono diventate anche una delle attrazioni più frequentate di Bali e questo, inevitabilmente, ha cambiato un po’ l’esperienza di visita. Nonostante ciò, continuo a ritenerle una tappa che vale assolutamente la pena inserire nell’itinerario, soprattutto se riesci ad arrivare nelle prime ore del mattino.
Con meno persone e una luce completamente diversa, il paesaggio cambia volto e permette di apprezzare davvero la bellezza di questo luogo. Il biglietto d’ingresso costa 25.000 rupie a persona (circa 1,50 euro). Se hai tempo, ti consiglio anche di allontanarti leggermente dai punti panoramici principali: bastano pochi minuti a piedi per ritrovare un’atmosfera decisamente più tranquilla.
Tirta Empul
Tra i tanti templi presenti sull’isola, Tirta Empul è probabilmente quello che consiglio più spesso a chi visita Bali per la prima volta. Non solo per la sua bellezza, ma soprattutto perché permette di entrare in contatto con uno degli aspetti più autentici della cultura balinese.
Il tempio è famoso per le sue sorgenti sacre, utilizzate ogni giorno dai fedeli durante il tradizionale rito di purificazione Melukat. Anche molti viaggiatori scelgono di partecipare alla cerimonia, ma il mio consiglio è di farlo soltanto se si è realmente interessati a vivere questa esperienza con rispetto, ricordandosi che non si tratta di un’attrazione turistica, bensì di un luogo di culto ancora oggi molto importante per la popolazione locale.
Anche se deciderai di non immergerti nelle vasche, la visita merita comunque. Passeggiare all’interno del complesso, osservare i rituali e respirare l’atmosfera del tempio permette di comprendere molto meglio la spiritualità balinese. Il biglietto d’ingresso costa 75.000 rupie a persona (circa 4 euro) e il tempio è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 18:00. Nella mia guida dedicata ai templi di Bali trovi maggiori dettagli sul rito della purificazione, sul dress code e su tutto quello che conviene sapere prima della visita.
Goa Gajah
Goa Gajah, conosciuta anche come la Grotta dell’Elefante, è uno dei siti archeologici più antichi e visitati del centro di Bali. La grotta è senza dubbio il simbolo del complesso e rappresenta il motivo principale per cui molti decidono di fermarsi qui. Personalmente, però, è stata la parte che mi ha colpito meno.
La visita richiede davvero pochi minuti. È piuttosto piccola e, almeno per quanto mi riguarda, non è riuscita a trasmettermi le emozioni che mi aspettavo. A sorprendermi sono stati invece i grandi giardini che la circondano: un’area ben curata, ricca di vegetazione, antiche vasche rituali, piccoli templi e sentieri che invitano a prendersi tutto il tempo necessario per esplorarla.
È proprio per questo motivo che continuo a consigliare Goa Gajah. Non tanto per la grotta in sé, quanto per l’atmosfera che si respira all’esterno e per il contesto storico e naturale in cui è inserita. Il biglietto d’ingresso costa 50.000 rupie a persona (circa 3 euro), sarong incluso, ed è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:00. Se stai organizzando un itinerario nel centro di Bali, ti suggerisco di abbinarla a Tirta Empul, visto che le due attrazioni distano pochi chilometri l’una dall’altra.
Cosa vedere nel nord di Bali
Se stai cercando cosa vedere nel nord di Bali, preparati a scoprire una parte dell’isola completamente diversa rispetto al sud. Qui non troverai beach club, locali alla moda o traffico interminabile, ma montagne ricoperte di vegetazione, cascate, piccoli villaggi e una Bali che, secondo me, è riuscita a conservare gran parte della sua autenticità.
È una delle zone che amo di più e dove torno sempre volentieri. In alcuni periodi dell’anno il turismo è quasi assente e capita di guidare per chilometri attraversando piantagioni, risaie e villaggi locali senza incontrare praticamente nessuno. Se il sud rappresenta la Bali più moderna e internazionale, il nord continua a essere quella che mi ha fatto innamorare dell’isola.
Bedugul e il lago Bratan
Bedugul non era nemmeno nei miei piani: ci sono arrivato quasi per caso, lungo la strada verso Munduk. È una delle poche zone di Bali dove il clima cambia davvero: l’altitudine si sente subito, l’aria si fa più fresca e il paesaggio cambia volto rispetto al resto dell’isola.
La zona è famosa soprattutto per il Pura Ulun Danu Bratan, il tempio che sembra galleggiare sulle acque del lago Bratan, ma quello che ricordo più volentieri sono i numerosi punti panoramici lungo la strada, che regalano scorci niente male sulla vallata. Tieni d’occhio anche le scimmie: in questa zona se ne vedono parecchie in libertà, soprattutto vicino ai bordi della strada. Il biglietto d’ingresso al tempio costa 75.000 rupie a persona (circa 4 euro) ed è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:00.
Se ti trovi a passare di qui mentre ti sposti verso Munduk o il nord, vale la pena fermarsi un’oretta: non è una tappa che giustifica un viaggio a sé, ma si abbina bene a un itinerario verso le montagne del nord.
Munduk
Tra tutti i luoghi del nord di Bali, Munduk occupa un posto speciale nel mio cuore. È uno di quei paesi dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove basta uscire dalla propria guesthouse per ritrovarsi circondati da montagne, piantagioni di caffè, chiodi di garofano e sentieri immersi nel verde.
Secondo me è una delle basi migliori per esplorare il nord dell’isola, soprattutto se ami camminare, visitare cascate e scoprire una Bali lontana dal turismo di massa. Non aspettarti grandi resort o locali esclusivi: il bello di Munduk è proprio la sua semplicità.
Se stai pensando di fermarti qualche giorno, ti consiglio di leggere anche la mia guida a Munduk, dove trovi itinerari, consigli pratici e tutte le attrazioni che meritano davvero una visita.
Lovina
Lovina è molto diversa dalle classiche località balneari del sud di Bali. Non è famosa per le spiagge da cartolina, ma per l’atmosfera rilassata che si respira lungo tutta la costa. È uno di quei posti dove consiglio di rallentare il ritmo, godersi un tramonto sul mare e utilizzare la città come base per esplorare il nord.
Proprio nei dintorni di Lovina si trovano alcune delle attrazioni che ho apprezzato di più durante i miei viaggi a Bali — dalle Banjar Hot Springs al monastero buddhista Brahmavihara-Arama — motivo per cui continuo a consigliarla soprattutto a chi cerca qualcosa di diverso dalle zone più turistiche.
Se stai valutando di dormire qui, nella mia guida a Lovina trovi hotel, ristoranti, spiagge e tutte le esperienze che, secondo me, valgono davvero la pena.
Le cascate del nord di Bali
Se ami la natura, il nord di Bali è probabilmente la zona migliore dell’isola per le cascate. Qui si concentrano alcune delle più spettacolari di Bali, molte delle quali si raggiungono attraverso brevi trekking immersi nella foresta tropicale.
Il bello è che non si visita una sola cascata, ma spesso è possibile costruire un itinerario che ne comprende diverse nella stessa giornata. Alcune sono ormai abbastanza conosciute, mentre altre conservano ancora un’atmosfera sorprendentemente tranquilla, soprattutto se arrivi nelle prime ore del mattino. Se vuoi una panoramica completa, nella mia guida alle cascate di Bali trovi le migliori dell’isola, non solo quelle del nord, con percorsi, difficoltà e tutto quello che serve per organizzare la visita.
Banjar Hot Springs
Tra tutte le sorgenti termali che ho visitato a Bali, le Banjar Hot Springs restano ancora oggi le mie preferite. Si trovano a circa 10 chilometri da Lovina e rappresentano una tappa che continuo a consigliare a chiunque visiti il nord dell’isola.
Le vasche sono immerse nel verde, l’acqua è piacevolmente calda e, nonostante la crescente popolarità, il luogo conserva ancora un’atmosfera rilassata. Il biglietto d’ingresso costa 45.000 rupie a persona (circa 3 euro) ed è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:30. Dopo una giornata trascorsa tra cascate, trekking e strade di montagna, fermarsi qui per qualche ora è uno dei modi migliori per concludere la giornata.
Brahmavihara-Arama
A meno di 2 chilometri dalle Banjar Hot Springs si trova il Brahmavihara-Arama, il più importante monastero buddhista di Bali. Molti viaggiatori lo ignorano completamente, eppure è uno dei luoghi che mi ha trasmesso maggiore tranquillità durante i miei viaggi.
Il complesso è immerso nel verde, curato nei minimi dettagli e offre un’atmosfera completamente diversa rispetto ai tradizionali templi hindu balinesi. Proprio per la vicinanza alle Banjar Hot Springs, ti consiglio di visitare entrambe le attrazioni nella stessa giornata: secondo me è uno degli itinerari più belli che si possano fare nel nord di Bali.
Cosa vedere nell’est di Bali
Se il nord rappresenta la Bali più autentica, l’est è la parte dell’isola dove torno ogni volta che ho bisogno di rallentare e ricaricare le batterie. Qui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso: le strade sono più tranquille, il turismo è meno invadente e la sensazione è quella di vivere una Bali che, fortunatamente, è cambiata molto meno rispetto al sud.
È una zona che consiglio a chi ama il mare, lo snorkeling e i piccoli villaggi di pescatori, ma anche a chi vuole semplicemente staccare dalla frenesia delle località più turistiche. Non offre la quantità di esperienze del sud, ma riesce a regalare qualcosa che, secondo me, oggi vale ancora di più: tranquillità.
Amed
Amed rientra senza dubbio nella mia top 3 di Bali. Ogni volta che torno sull’isola cerco sempre di trascorrere qui almeno una o due settimane, perché è uno dei pochi posti dove riesco davvero a rallentare. Se un giorno decidessi di trascorrere qualche mese a Bali, Amed sarebbe una delle prime zone in cui andrei a cercare casa.
Si trova a circa 2 ore di scooter da Ubud e a oltre 3 ore dal sud, il che la rende ancora relativamente lontana dai circuiti turistici più battuti. Rispetto ad altre località dell’isola, qui la vita scorre ancora con ritmi lenti. Le giornate iniziano tra le barche dei pescatori, il traffico è praticamente inesistente e l’atmosfera è completamente diversa da quella che si respira nel sud di Bali.
Un altro motivo per cui continuo a tornarci è lo snorkeling. Amed ospita alcuni dei fondali più belli di Bali e, anche senza allontanarti troppo dalla riva, puoi nuotare tra coralli, pesci tropicali e piccoli relitti sommersi — tra cui il famoso relitto della USS Liberty a Tulamben, a pochi minuti di strada. Se stai organizzando il viaggio, nella mia guida ad Amed trovi spiagge, punti snorkeling, hotel e tutte le informazioni utili per visitare questa splendida zona dell’est di Bali.
Sidemen
Sidemen è uno dei luoghi dell’est di Bali che consiglio di più a chi cerca qualcosa di diverso dal solito. È un villaggio tranquillo, quasi rurale, dove il turismo è ancora molto contenuto e la vita scorre con i ritmi semplici della campagna balinese. Per certi versi ricorda Ubud, ma senza il traffico, senza il rumore di fondo e senza quella sensazione di essere sempre in mezzo a una folla.



Si trova a circa un’ora e quindici minuti da Ubud ed è facilmente abbinabile a Amed o Tirta Gangga nello stesso itinerario. Le cose migliori da fare sono le passeggiate tra le risaie (ingresso 25.000 rupie, circa 1,50 euro), una visita alle cascate di Gemblang e, se ti interessa l’artigianato, una delle silver class nei laboratori di argento sparsi per il villaggio. Non aspettarti grandi attrazioni: il bello di Sidemen è proprio questo, l’assenza di qualcosa da “fare per forza”. Se vuoi approfondire, nella mia guida a Sidemen trovi tutto quello che serve per organizzare la visita.
Tirta Gangga
Tra i luoghi da vedere nell’est di Bali, Tirta Gangga è sicuramente uno dei più conosciuti. Questo antico palazzo reale è famoso per i suoi giardini, le fontane e le grandi vasche decorate con statue in pietra, che negli ultimi anni sono diventate anche uno degli scorci più fotografati dell’isola.



Nonostante la crescente popolarità, continuo a pensare che la visita meriti assolutamente, soprattutto se riesci ad arrivare la mattina presto, quando il complesso è ancora tranquillo e si riesce ad apprezzarne tutta la bellezza. Il biglietto d’ingresso costa 90.000 rupie a persona (circa 5 euro) ed è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 19:00.
Lempuyang
Il Tempio di Lempuyang è diventato famoso in tutto il mondo grazie alla cosiddetta Porta del Paradiso, una delle fotografie più iconiche di Bali.
Personalmente, però, è una delle poche attrazioni dell’isola che non mi ha convinto fino in fondo. Ho avuto la sensazione che l’esperienza ruotasse molto più attorno alla classica foto per Instagram che alla visita del tempio stesso. Le code per la fotografia possono essere molto lunghe, spesso oltre un’ora di attesa.
Se hai parecchi giorni a disposizione può comunque avere senso inserirlo nell’itinerario. Se invece il tempo è limitato, preferirei dedicarlo ad altri luoghi dell’est e del nord di Bali, che trovo più autentici, meno turistici e, a mio avviso, anche più belli.
Pura Besakih
Pura Besakih è conosciuto come il tempio madre di Bali, il più grande e importante dell’isola, ma è anche l’attrazione che, tra tutte quelle che ho visitato, mi ha convinto meno.
Si trova in una zona piuttosto lontana e difficile da raggiungere — circa 2 ore da Ubud — tanto che difficilmente vale la pena organizzare il viaggio appositamente per arrivarci. A questo si aggiunge lo stato di conservazione, che ho trovato meno curato rispetto ad altri templi dell’isola, e l’obbligo di una guida locale inclusa nel biglietto (150.000 rupie, circa 9 euro), con cui purtroppo non sono riuscito nemmeno a comunicare in inglese. Durante la visita mi è stata chiesta più volte una mancia, nonostante avessi già pagato l’ingresso e il servizio ricevuto non mi avesse lasciato per nulla soddisfatto.
Il mio consiglio è semplice: se ti trovi già in zona, vale la pena farci un salto, ma non aspettarti chissà cosa. A Bali ci sono templi decisamente più belli e, soprattutto, gratuiti.
Virgin Beach
Tra le spiagge più belle dell’est di Bali, Virgin Beach è una delle mie preferite per trascorrere qualche ora di relax. Qui l’atmosfera è decisamente più tranquilla rispetto alle spiagge del sud e, soprattutto fuori stagione, capita spesso di trovare poca gente.
Non è una spiaggia che da sola giustifica il viaggio nell’est di Bali, ma rappresenta una tappa perfetta da inserire durante una giornata tra Tirta Gangga, Taman Ujung e i piccoli villaggi della costa.
Taman Ujung
A pochi minuti da Tirta Gangga si trova Taman Ujung, un altro antico palazzo reale che, secondo me, merita assolutamente una visita. Laghetti, ponti, giardini e padiglioni si alternano in uno dei complessi più eleganti di tutta Bali. Il biglietto d’ingresso costa 75.000 rupie a persona (circa 4 euro) ed è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00.
Il mio consiglio è di visitare Tirta Gangga e Taman Ujung nella stessa giornata. Le due attrazioni sono molto vicine e permettono di scoprire un lato dell’est di Bali completamente diverso rispetto alle spiagge e alle località più turistiche dell’isola.
Cosa vedere nel sud di Bali
Il sud di Bali è probabilmente la parte dell’isola con cui ho il rapporto più complicato. Da una parte riconosco che è la zona che offre più esperienze in assoluto: spiagge, surf, beach club, locali, ristoranti, tramonti e una vita notturna che difficilmente troverai nel resto dell’isola. Dall’altra, però, è anche la parte che negli ultimi anni è cambiata di più. Più traffico, prezzi in costante aumento e un’atmosfera che, in alcune zone, ha ormai poco a che vedere con la Bali autentica.
Nonostante questo, continuo a tornarci ogni volta. Semplicemente ho imparato a viverla in modo diverso e a scegliere con più attenzione dove dormire e quali zone frequentare.
Se dovessi consigliarti una base per esplorare il sud di Bali, sceglierei senza dubbio Canggu. Oltre a essere in una posizione strategica, da cui è facile raggiungere Uluwatu, Seminyak, Tanah Lot e gran parte della costa occidentale, è anche la zona dove, almeno per il momento, continuo a trovare il miglior rapporto qualità-prezzo del sud.
La concorrenza tra hotel, guesthouse e ostelli è ancora molto alta e questo permette di trovare ottime sistemazioni a prezzi decisamente più accessibili rispetto ad altre località del sud. Seminyak e Uluwatu sono più esclusive ma anche più costose; Kuta è più economica ma caotica. Canggu, secondo me, offre ancora il miglior equilibrio tra le tre.
Uluwatu
Uluwatu è probabilmente la zona più affascinante del sud di Bali. Qui si respira un’atmosfera completamente diversa, fatta di surfisti, scogliere a picco sull’oceano, tramonti spettacolari e alcune delle spiagge più belle dell’isola.



Allo stesso tempo è anche la zona dove, negli ultimi anni, ho notato l’aumento dei prezzi più evidente. Più di una volta mi è capitato di avere la sensazione di pagare soprattutto il nome della località. Lo stesso vale per alcuni servizi che, fino a pochi anni fa, erano gratuiti: durante il mio ultimo viaggio, ad esempio, ho trovato persino un pedaggio per accedere a una spiaggia che era sempre stata libera. Una scelta che, personalmente, ho trovato difficile da comprendere.
Nonostante questo, continuo a considerare Uluwatu una tappa imprescindibile. Basta scegliere con attenzione dove alloggiare e cosa fare, evitando di pensare che tutto ciò che è più costoso sia automaticamente migliore.
Tempio di Uluwatu
Arroccato su una scogliera alta oltre 70 metri, il Tempio di Uluwatu è uno dei luoghi simbolo di Bali. Oltre al valore religioso, è famoso soprattutto per il panorama sull’oceano e per i tramonti che, nelle giornate limpide, regalano uno degli scorci più belli dell’isola.
Il momento migliore per visitarlo è nel tardo pomeriggio, quando puoi assistere sia al tramonto sia al celebre spettacolo di danza Kecak. Il biglietto d’ingresso al tempio costa 60.000 rupie (circa 3,50 euro); se vuoi assistere al Kecak devi acquistare un biglietto separato da 150.000 rupie (circa 9 euro). Lo spettacolo va in scena alle 18:00 e alle 19:00 e si esaurisce spesso entro le 17:00: ti consiglio di prenotarlo online in anticipo per evitare code e rischio di trovarlo sold out.
Anche qui fai attenzione alle scimmie: sono decisamente più intraprendenti di quelle che incontrerai in altri templi e non è raro vederle rubare occhiali, cappelli o telefoni ai visitatori.
Canggu
Se oggi dovessi scegliere una sola zona dove dormire nel sud di Bali, sceglierei Canggu. Negli ultimi anni è diventata il punto di riferimento per nomadi digitali, surfer e viaggiatori provenienti da tutto il mondo, ma continua a essere la zona che preferisco per il suo equilibrio.
Da qui è facile raggiungere gran parte delle attrazioni del sud senza trascorrere ogni giorno ore nel traffico. Inoltre, nonostante la crescente popolarità, i prezzi degli alloggi sono rimasti sorprendentemente competitivi. Ancora oggi è possibile trovare ottimi ostelli e guesthouse spendendo cifre davvero contenute.
Naturalmente non è tutto perfetto. Anche qui i prezzi di alcuni locali sono aumentati parecchio e non è difficile imbattersi in caffetterie o ristoranti dove un semplice caffè o una birra costano quasi quanto in Europa. Il mio consiglio è di allontanarti dalle vie principali: bastano poche centinaia di metri per trovare locali molto più autentici e decisamente più economici.
Tempio di Tanah Lot
Tanah Lot è uno dei templi più iconici e fotografati di tutta Bali, costruito su un piccolo scoglio che il mare circonda completamente con l’alta marea. Ci sono tornato più volte e, nonostante sia ormai una delle attrazioni più turistiche dell’isola, continuo a consigliarlo: il tramonto da qui è uno spettacolo che merita davvero. Il biglietto d’ingresso costa 75.000 rupie a persona (circa 4 euro).
Il mio consiglio è di arrivare con un certo anticipo per trovare un buon posto lungo la scogliera, visto che nelle ore prima del tramonto la folla aumenta parecchio. Con la bassa marea puoi anche avvicinarti a piedi fino alla base del tempio, anche se l’accesso interno è riservato ai fedeli.
Seminyak
Seminyak rappresenta il lato più elegante del sud di Bali. Boutique hotel, beach club, ristoranti raffinati e locali alla moda hanno trasformato questa zona in una delle più esclusive dell’isola.
Ci torno sempre volentieri per una passeggiata o per trascorrere qualche ora al tramonto, ma difficilmente la sceglierei come base per un intero viaggio. I prezzi sono generalmente più alti rispetto a Canggu e, pur essendo meno caotica di Kuta, conserva comunque quell’atmosfera internazionale che, personalmente, mi fa preferire altre zone dell’isola.
Jimbaran
Jimbaran è una tappa che inserisco quasi sempre quando mi trovo nel sud di Bali, anche se raramente ci resto a dormire. La baia è molto piacevole e il lungomare, soprattutto al tramonto, offre un’atmosfera rilassata rispetto ad altre località vicine.
È conosciuta soprattutto per i ristoranti di pesce affacciati sulla spiaggia, ma, nel complesso, continuo a percepirla come una zona costruita principalmente attorno al turismo. Vale sicuramente una visita, ma difficilmente la sceglierei come base per esplorare Bali.
Nusa Dua
Nusa Dua è probabilmente la zona più ordinata e curata di tutto il sud di Bali. Resort di lusso, spiagge perfettamente mantenute e un mare tra i più belli dell’isola la rendono una meta molto apprezzata, soprattutto da chi cerca una vacanza all’insegna del relax.
Personalmente, però, è una delle zone con cui ho legato meno. Ci passo volentieri per una passeggiata o per trascorrere qualche ora in spiaggia, ma ho sempre avuto la sensazione che fosse un luogo un po’ troppo artificiale, quasi separato dalla vera anima di Bali.
Kuta
Kuta è stata una delle località che più mi ha sorpreso durante il mio primo viaggio, soprattutto perché è proprio qui che ho preso le mie prime lezioni di surf. Ancora oggi continuo a pensare che sia uno dei posti migliori per iniziare: la concorrenza tra le numerose scuole permette di trovare lezioni a prezzi molto accessibili, spesso intorno ai 10 dollari.



Per il resto, però, Kuta è probabilmente la zona che meno mi rappresenta. Negli ultimi anni l’ho trovata sempre più caotica, affollata e orientata a un turismo molto giovane, fatto soprattutto di locali e vita notturna. Se il tuo obiettivo è vivere la Bali più autentica, probabilmente ti consiglierei di dedicarle qualche ora e poi spostarti verso altre zone del sud.
Cosa vedere nell’ovest di Bali
L’ovest di Bali è stata una delle scoperte più belle dei miei ultimi viaggi. È una parte dell’isola che molti saltano completamente, preferendo concentrarsi sul sud o sul nord, eppure proprio qui ho trovato una delle Bali più tranquille che abbia mai visto.
Non aspettarti grandi città o lunghe spiagge piene di locali. L’ovest di Bali è fatto di piccoli paesi, natura, snorkeling e ritmi lenti. È una zona che consiglio soprattutto a chi ha già visitato Bali almeno una volta e vuole scoprirne un lato molto meno turistico.
Risaie di Jatiluwih
Una delle prime tappe che ti consiglio nell’ovest di Bali sono le risaie di Jatiluwih, nella zona di Tabanan. Sono molto più estese e decisamente meno affollate di quelle di Tegalalang, vicino a Ubud, e sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO grazie all’antico sistema di irrigazione Subak. Secondo me raccontano molto meglio la Bali rurale che mi piace cercare ogni volta che torno sull’isola.



Il biglietto d’ingresso costa 50.000 rupie a persona (circa 3 euro), solo contanti. Cammina lungo i sentieri tra le terrazze, senza fretta: è facile trovarsi quasi da soli, soprattutto nelle prime ore del mattino.
Menjangan
A pochi chilometri dalla costa si trova l’isola di Menjangan, considerata uno dei migliori luoghi di Bali per lo snorkeling e le immersioni. Le acque sono particolarmente limpide e le barriere coralline, protette dal parco nazionale, ospitano una straordinaria varietà di pesci tropicali e coralli.
Se soggiorni a Pemuteran, una giornata a Menjangan è probabilmente una delle escursioni che vale più la pena fare. Il costo di un’escursione organizzata si aggira generalmente tra i 30 e i 60 euro a persona, inclusi barca, guida e attrezzatura da snorkeling — ma ti consiglio di verificare direttamente con le strutture di Pemuteran, che spesso offrono i prezzi migliori.
West Bali National Park
Il West Bali National Park è l’unico parco nazionale di Bali e protegge una delle aree naturalistiche più importanti dell’isola. Al suo interno si alternano foreste, mangrovie, savana, sentieri trekking e una vasta area marina che comprende anche Menjangan.
Le attività che si possono svolgere sono numerose: trekking nella foresta, birdwatching, snorkeling, immersioni, escursioni in barca e percorsi in bicicletta. Trattandosi di un’area protetta, regolamenti, percorsi e tariffe possono cambiare nel tempo; per questo motivo ti consiglio di consultare sempre il sito ufficiale del West Bali National Park prima della visita, così da trovare informazioni aggiornate su accessi, permessi e attività disponibili.
Pemuteran
Pemuteran è stata una delle sorprese più belle degli ultimi anni. Si tratta di un piccolo paese composto essenzialmente da una strada principale e dal mare, ma è proprio questa semplicità ad avermi conquistato. La spiaggia è ampia, tranquilla e molto piacevole, soprattutto al tramonto. Qui il turismo esiste, ma è ancora lontano dai numeri del sud e l’atmosfera rimane rilassata per tutta la giornata.
Una delle cose che ho apprezzato di più sono le strutture ricettive. Molte sono dei veri e propri piccoli ecosistemi: all’interno trovi ristorante, bar, centro immersioni, escursioni e spesso anche servizi dedicati allo snorkeling e al diving. In pratica, una volta arrivato, hai davvero tutto quello che ti serve senza doverti spostare continuamente.
Un altro aspetto che mi ha sorpreso riguarda i prezzi. Rispetto a molte altre zone di Bali, qui ho trovato un rapporto qualità-prezzo decisamente migliore, sia per dormire sia per mangiare. Se stai organizzando il viaggio, nella mia guida completa a Pemuteran trovi tutte le informazioni, gli hotel che consiglio e le escursioni da non perdere.



Le isole vicino a Bali meritano una visita?
Se hai abbastanza tempo a disposizione, la risposta è sì. Le isole vicino a Bali offrono un’esperienza completamente diversa rispetto all’isola principale e, secondo me, possono rappresentare uno dei punti più belli dell’intero viaggio. Detto questo, non le metterei tutte sullo stesso piano.
Negli ultimi anni alcune isole sono cambiate parecchio a causa del turismo, mentre altre sono riuscite a conservare gran parte della loro autenticità. Proprio per questo, più che chiederti se vale la pena visitarle, ti inviterei a capire quale si adatta meglio al tuo modo di viaggiare.
Nusa Penida
Tra tutte le isole vicino a Bali, Nusa Penida è quella che continuo ad amare di più. Ogni volta che ci torno mi ricorda quanto l’Indonesia sappia essere ancora selvaggia e sorprendente.
L’errore che vedo fare più spesso è visitarla in giornata. Migliaia di persone arrivano la mattina, fotografano Kelingking Beach, Angel’s Billabong e poche altre attrazioni per poi ripartire nel pomeriggio. Così facendo, però, ci si perde la parte più bella dell’isola.
Il mio consiglio è di fermarti almeno due o tre notti. Basta allontanarsi dalle attrazioni più famose per ritrovare una Nusa Penida ancora rurale, quasi primitiva in alcuni tratti, dove il turismo sembra fermarsi e l’isola mostra ancora il suo volto più autentico. Il traghetto da Sanur impiega circa 30-45 minuti e costa mediamente tra i 5 e i 10 euro a tratta. È proprio questa la Nusa Penida che continuo a consigliare.
Nusa Lembongan
Molto più piccola e rilassata rispetto a Nusa Penida, Nusa Lembongan è la scelta perfetta se vuoi trascorrere qualche giorno tra mare, snorkeling e tramonti senza dover correre continuamente da un’attrazione all’altra. Meno selvaggia di Nusa Penida, ma più tranquilla di Gili Trawangan: è l’equilibrio giusto per chi cerca relax senza rinunciare a qualche comodità.
Le distanze sono ridotte, ci si sposta facilmente in scooter e l’atmosfera invita semplicemente a rallentare. Se il tuo obiettivo è staccare la spina per qualche giorno, difficilmente rimarrai deluso.
Nusa Ceningan
Collegata a Nusa Lembongan dal celebre ponte giallo, Nusa Ceningan è la più piccola delle tre isole Nusa ed è anche quella che conserva un’atmosfera più tranquilla.
Non aspettarti grandi attrazioni o lunghe liste di cose da vedere. Il bello di Ceningan è proprio quello di esplorarla senza fretta, fermandosi nei piccoli bar affacciati sull’oceano e godendosi un ritmo completamente diverso rispetto a Bali.
Le isole Gili
Le isole Gili meritano una visita? Secondo me sì, ma con le aspettative giuste. Lo ammetto, ho un’opinione piuttosto contrastante. Da una parte sono isole bellissime, con un mare cristallino, ottimi punti per fare snorkeling e un’atmosfera tropicale che continua ad attirare migliaia di viaggiatori ogni anno. Dall’altra, credo che attorno alle Gili si sia creato un hype forse eccessivo.
L’ultima volta che sono stato a Gili Trawangan, ad esempio, ho avuto la sensazione di trovarmi molto più in una meta dedicata alla vita notturna che su un’isola tropicale. Durante l’alta stagione era piena di ragazzi, soprattutto americani, arrivati principalmente per fare festa.
Questo non significa che non meritino il viaggio. Semplicemente credo sia giusto sapere cosa aspettarsi. Se cerchi locali, musica e un po’ di movida, Gili Trawangan potrebbe piacerti molto. Se invece sogni un’isola tranquilla e rilassata, preferirei orientarmi verso Gili Air oppure, se dovessi scegliere oggi, tornerei senza pensarci due volte a Nusa Penida.
Cosa fare a Bali: le esperienze da vivere almeno una volta
Ci sono luoghi che rendono famoso un viaggio a Bali e altri che, invece, finiscono per diventare i ricordi più belli una volta tornati a casa. Al di là di templi, spiagge e panorami, queste sono alcune delle risposte migliori alla domanda cosa fare a Bali: esperienze che, secondo me, meritano di essere vissute almeno una volta perché permettono di conoscere l’isola da una prospettiva completamente diversa.
Vedere l’alba sul Monte Batur
La sveglia suonerà nel cuore della notte — la partenza è generalmente intorno alle 2:00-3:00 — e il trekking richiederà un po’ di fatica, ma assistere all’alba dalla cima del Monte Batur (1.717 metri) ripaga ampiamente dello sforzo. La salita dura circa 2 ore e si affronta con una guida obbligatoria, il cui costo si aggira intorno ai 50-80 euro a persona incluso il trasporto. È una delle esperienze più iconiche di Bali e, nonostante sia ormai molto conosciuta, continua a meritare un posto in qualsiasi itinerario.
Fare snorkeling
Bali offre alcuni dei fondali più belli dell’Indonesia e, anche se molti viaggiatori non lo immaginano, basta una maschera per scoprire un mondo completamente diverso. Se dovessi consigliarti dove fare snorkeling, sceglierei senza dubbio Amed o l’isola di Menjangan, due luoghi che continuano a sorprendermi ogni volta che torno sull’isola.
Prendere una lezione di surf
Anche se non hai mai messo i piedi su una tavola, Bali è uno dei posti migliori al mondo per imparare a surfare. L’isola offre spot per ogni livello, dai principianti ai surfisti più esperti, alcuni dei quali sono considerati tra i più iconici al mondo.
Le scuole sono tantissime, la concorrenza mantiene i prezzi molto accessibili — una lezione base costa mediamente intorno ai 10-15 dollari — e trovare un istruttore è davvero semplice. Le mie prime lezioni le ho fatte proprio tra Kuta e Seminyak, e se dovessi ricominciare da zero, sceglierei ancora Bali senza pensarci due volte.
Partecipare a un corso di cucina balinese
La cucina balinese è molto più ricca di quanto si possa immaginare. Partecipare a un corso di cucina è un modo divertente per scoprire ingredienti, spezie e ricette tradizionali che difficilmente conoscerai limitandoti a mangiare nei ristoranti.
Concedersi un massaggio balinese
Dopo una giornata trascorsa tra scooter, trekking e templi, un massaggio balinese è probabilmente uno dei modi migliori per recuperare le energie. I prezzi variano molto in base alla zona: nel sud puoi spendere anche 15-20 euro per un’ora, mentre nelle zone meno turistiche come Amed o Munduk trovi ottimi massaggi a meno della metà. È uno di quei piccoli piaceri che finiscono per diventare una piacevole abitudine durante il viaggio.
Partecipare a una sessione di yoga
Bali, e Ubud in particolare, è una delle capitali mondiali dello yoga, e ci sono pochi modi migliori per viverla che partecipare a una lezione dal vivo. Il mio consiglio è The Yoga Barn, uno degli studi più conosciuti dell’isola: classi quotidiane di diversi stili, un’atmosfera curata e una community che mescola viaggiatori da tutto il mondo.
Anche se non hai mai fatto yoga, vale la pena provare almeno una lezione: è uno di quei momenti che, secondo me, raccontano l’anima più spirituale e rilassata di Ubud meglio di qualsiasi tempio.
Assistere a una cerimonia tradizionale
Una delle cose che più mi colpiscono ogni volta che torno a Bali è il profondo legame tra la popolazione e la religione. Se durante il viaggio ti capiterà di assistere a una cerimonia tradizionale, fermati qualche minuto a osservare quello che succede. Fallo con discrezione e rispetto, senza pensare soltanto alla fotografia: è uno dei modi più belli per capire davvero l’anima dell’isola.
Anche nei momenti più quotidiani, questa spiritualità è ovunque: basta camminare per le strade di Bali per imbattersi nei Canang Sari, le piccole offerte floreali che i balinesi preparano ogni mattina come atto di gratitudine verso gli dei. Un gesto semplice che racconta più di qualsiasi tempio.
I villaggi tradizionali di Bali
Se vuoi capire davvero Bali, prima o poi devi uscire dalle attrazioni più conosciute e addentrarti in quella rete di piccoli villaggi che conservano ancora l’anima più autentica dell’isola. Qui la religione scandisce le giornate, le cerimonie non sono spettacoli per turisti e la vita comunitaria funziona ancora secondo regole antiche.
Tra i villaggi che consiglio di più, oltre al già citato Sidemen, c’è Penglipuran, vicino a Ubud, probabilmente il più famoso e anche il più turistico — ma ancora bello e ben conservato, ottimo se è il primo viaggio a Bali. E ancora Tenganan Pegringsingan, uno dei villaggi Bali Aga nell’est dell’isola, comunità pre-Majapahit dove le tradizioni sono rimaste intatte in modo sorprendente.
Se ti interessa scoprire questa parte dell’isola, nella mia guida ai villaggi tradizionali di Bali trovi tutti i dettagli, le differenze tra le varie tipologie e i consigli per visitarli nel modo giusto.
Itinerario consigliato per visitare Bali
Una delle domande che ricevo più spesso è: quanti giorni servono per visitare Bali? Dopo diversi viaggi posso dirti che l’isola è molto più grande di quanto sembri e gli spostamenti richiedono spesso più tempo del previsto. Per questo motivo ti consiglio sempre di evitare itinerari troppo frenetici: meglio vedere qualcosa in meno, ma godersela davvero.
Bali in 7 giorni
Se parti dall’Italia, una settimana rappresenta il tempo minimo che prenderei in considerazione. Non riuscirai a vedere tutta l’isola, ma potrai comunque costruire un itinerario equilibrato visitando Ubud, il sud di Bali e aggiungendo una terza tappa, come Amed o Nusa Penida, in base ai tuoi interessi. Se vuoi un programma dettagliato giorno per giorno, trovi tutto nel mio itinerario di Bali in 7 giorni.
Bali in 10 giorni
Secondo me dieci giorni rappresentano la durata ideale per un primo viaggio a Bali. Hai il tempo di esplorare con calma il centro dell’isola, il sud, l’est e aggiungere qualche esperienza in più, senza vivere la vacanza con la sensazione di dover correre continuamente. È la soluzione che consiglio alla maggior parte delle persone e che, probabilmente, offre il miglior equilibrio tra tempo a disposizione e luoghi visitati. Se vuoi un percorso completo, trovi tutte le tappe nella mia guida dedicata all’itinerario di Bali in 10 giorni.
Bali in 15 giorni
Se hai la fortuna di avere due settimane, allora puoi scoprire una Bali molto diversa da quella che vede la maggior parte dei turisti. Oltre ai luoghi più famosi, avrai il tempo di raggiungere Munduk, Lovina, Pemuteran, dedicare qualche giorno ad Amed e visitare le isole Nusa senza fretta. È l’itinerario che consiglio a chi vuole conoscere davvero l’isola e non limitarsi alle classiche tappe. Se vuoi organizzare il viaggio nel dettaglio, trovi il percorso completo nel mio itinerario di Bali in 15 giorni.
Quanto costa un viaggio a Bali?
Quanto costa un viaggio a Bali? È una delle domande che ricevo più spesso e, come succede per molte destinazioni del Sud-est asiatico, la risposta è: dipende da come decidi di vivere l’isola. Bali può essere una meta molto economica oppure una delle destinazioni più esclusive al mondo.
Per darti un’idea, durante i periodi di bassa stagione mi è capitato di vivere a Bali spendendo anche circa 700 euro al mese. C’è però una precisazione importante: quando torno sull’isola ci resto spesso per diverse settimane o mesi. Questo significa che non faccio escursioni tutti i giorni, mi sposto molto meno rispetto a un turista e, soprattutto, ho sviluppato negli anni una forte capacità di adattamento. Mangio spesso nei warung locali, scelgo guesthouse semplici e vivo Bali più come una quotidianità che come una vacanza.
Il costo di un viaggio a Bali cambia completamente in base allo stile di viaggio. Per orientarti: un viaggiatore con budget contenuto può cavarsela con 30-50 euro al giorno, pernottando in guesthouse o ostelli e mangiando nei warung locali. Chi preferisce un comfort medio — hotel a 3 stelle, qualche ristorante internazionale e un driver occasionale — arriva facilmente a 80-150 euro al giorno. Con hotel di lusso, beach club e escursioni organizzate il budget può superare tranquillamente i 300-500 euro al giorno.
Bali, inoltre, ospita alcuni dei resort più esclusivi al mondo. In alcune strutture di lusso una sola notte può superare tranquillamente i 10.000 euro, dimostrando quanto sia ampia l’offerta dell’isola.
Proprio per questo è impossibile dare una risposta valida per tutti. L’isola riesce ad adattarsi praticamente a qualsiasi budget, dal backpacker che cerca di spendere il meno possibile fino a chi desidera vivere una vacanza di lusso. Se vuoi capire quanto costa andare a Bali nel dettaglio, con esempi di budget, prezzi aggiornati di voli, hotel, scooter, cibo ed escursioni, trovi tutte le informazioni nella mia guida su quanto costa un viaggio a Bali.
Cosa mangiare a Bali?
La cucina balinese è uno degli aspetti che più mi ha sorpreso durante i miei primi viaggi. Prima di partire pensavo che avrei trovato soltanto riso e noodles, invece mi sono ritrovato a scoprire una cucina molto più ricca, fatta di spezie, carne, pesce, verdure e ricette che cambiano anche da una zona all’altra dell’isola.
Naturalmente non possono mancare piatti come il Nasi Goreng e il Mie Goreng, ormai conosciuti in tutto il mondo, ma se vuoi assaporare la vera cucina balinese ti consiglio di provare anche il Nasi Campur, il Babi Guling, il Sate Lilit e il Gado Gado, una delle proposte vegetariane più diffuse dell’isola.
Un altro consiglio che mi sento di darti è di non fermarti ai ristoranti più turistici. Alcuni dei pranzi migliori li ho fatti nei piccoli warung locali, spendendo 2-4 euro a pasto e mangiando piatti preparati al momento. È proprio lì che, secondo me, si riesce a scoprire la vera anima della cucina balinese. Se vuoi approfondire l’argomento, nella mia guida alla cucina balinese trovi tutti i piatti tipici da provare, i prezzi medi, i consigli su dove mangiare e alcune specialità che difficilmente troverai nelle classiche guide turistiche.
Errori da evitare
Dopo diversi viaggi e molti mesi trascorsi sull’isola, ci sono alcuni errori che vedo ripetere continuamente dai viaggiatori, soprattutto durante il primo viaggio. Alcuni li ho commessi anch’io, altri li ho imparati semplicemente vivendo Bali più a lungo. Se posso darti un consiglio, sono questi gli aspetti a cui presterei maggiore attenzione.
Sottovalutare le distanze
È probabilmente l’errore più comune. Guardando una mappa, Bali può sembrare un’isola relativamente piccola, ma basta trascorrere qualche giorno qui per capire che gli spostamenti richiedono spesso molto più tempo del previsto. Mi è capitato più volte di vedere itinerari che prevedevano tre o quattro attrazioni molto distanti tra loro nella stessa giornata. Sulla carta sembrano fattibili, ma tra traffico, strade strette e soste improvvisate, il rischio è quello di passare più tempo in scooter che a godersi il viaggio.
Dormire sempre nella stessa zona
Molti scelgono un solo hotel, spesso a Canggu o Seminyak, pensando di visitare tutta Bali facendo avanti e indietro ogni giorno. Personalmente non lo consiglio. Bali è un’isola grande e ogni zona ha un’identità diversa. Cambiare alloggio due o tre volte durante il viaggio permette di ridurre gli spostamenti e vivere ogni destinazione con molta più tranquillità.
Riempire troppo l’itinerario
Lo so, quando si organizza un viaggio si ha sempre la paura di perdersi qualcosa. Anch’io all’inizio cercavo di vedere il più possibile, ma con il tempo ho capito che Bali si apprezza soprattutto quando si rallenta. Lasciati qualche mattina libera, fermati in un warung che ti ispira, percorri una strada secondaria senza sapere dove porta. Alcuni dei ricordi più belli che ho dell’isola sono nati proprio da giornate senza un programma preciso.
Visitare Nusa Penida in giornata
Se c’è un consiglio che mi sento davvero di darti è questo: non limitarti a una gita in giornata. La maggior parte delle persone arriva la mattina, visita Kelingking Beach, scatta qualche foto e nel pomeriggio riprende il traghetto. Così facendo si perde la parte più autentica dell’isola. Se puoi, fermati almeno due notti: soltanto allora inizierai a vedere la vera Nusa Penida.
Pensare che tutta Bali sia uguale
Forse è l’errore più grande di tutti. C’è chi visita soltanto Canggu e torna a casa dicendo che Bali è caotica. Chi passa qualche giorno ad Amed ed è convinto che tutta l’isola sia tranquilla. Oppure chi conosce solo Ubud e pensa che Bali sia esclusivamente templi e risaie.
La verità è che Bali cambia completamente da una zona all’altra. È proprio questo uno dei motivi per cui continuo a tornarci ogni anno. Il sud è moderno e frenetico, il nord conserva ancora un’anima autentica, l’est invita a rallentare, mentre l’ovest è una delle parti più sottovalutate dell’isola.
Se dovessi lasciarti un solo consiglio dopo tutti questi anni, sarebbe proprio questo: non cercare di capire Bali da un unico luogo. Esplorala con curiosità, senza aspettative e concediti il tempo di scoprire le sue tante sfaccettature. È proprio allora che, secondo me, inizia il viaggio più bello.
Domande frequenti
Bali è una meta adatta anche a chi non guida lo scooter?
Assolutamente sì. Anche se lo scooter resta il mezzo che consiglio di più, puoi visitare Bali senza alcuna difficoltà utilizzando driver privati, Grab o Gojek, soprattutto nelle principali località turistiche.
Bali è adatta anche a chi viaggia da solo?
Sì, è una delle destinazioni che consiglio di più ai viaggiatori in solitaria. Oltre a essere generalmente sicura, offre una grande comunità internazionale, moltissimi coworking, ostelli e occasioni per conoscere altri viaggiatori.
Conviene prenotare tutto prima di partire?
Dipende dal periodo. Se viaggi tra luglio e agosto o durante le festività, ti consiglio di prenotare con anticipo almeno i voli e i primi alloggi. Negli altri mesi puoi organizzare il viaggio con maggiore flessibilità e trovare comunque ottime sistemazioni.
È meglio dormire in una sola zona o cambiare hotel?
Se il viaggio dura almeno una settimana, ti consiglio di cambiare alloggio due o tre volte. Bali è più grande di quanto sembri e gli spostamenti possono richiedere diverse ore. Dormire in zone diverse ti permetterà di ridurre i tempi di percorrenza e vivere ogni parte dell’isola con più tranquillità.
È meglio Ubud o Canggu?
Dipende da cosa cerchi. Ubud è la scelta giusta per chi vuole cultura, templi e ritmi lenti. Canggu è il riferimento per surf, vita sociale e nomadi digitali. Se hai almeno dieci giorni, il mio consiglio è di non scegliere: dormici in entrambe, sono molto diverse e si completano perfettamente.
Bali è pericolosa?
In linea generale no. Bali è una delle destinazioni più sicure del Sud-est asiatico per i viaggiatori. Le normali precauzioni bastano: attenzione agli effetti personali nelle zone turistiche e prudenza in scooter, che resta il rischio più concreto per chi non è abituato al traffico locale.
Il consiglio che avrei voluto ricevere prima di partire per Bali
Dopo tutti questi anni mi fanno ancora la stessa domanda: “Perché continui a tornare proprio a Bali?” La verità è che non esiste una risposta semplice.
Bali è cambiata tantissimo rispetto a quando l’ho visitata per la prima volta. Il traffico è aumentato, alcune zone sono diventate molto più turistiche e i prezzi, soprattutto nel sud dell’isola, continuano a crescere. Chi torna dopo molti anni se ne accorge subito. Eppure località come il nord o l’est continuano a conservare quell’atmosfera rilassata e autentica che mi ha fatto innamorare dell’isola.
Ogni volta che riparto, so già che prima o poi ci tornerò. Forse perché Bali riesce ancora a sorprendermi. Basta allontanarsi dalle strade più trafficate per ritrovarsi davanti a una risaia, fermarsi in un piccolo warung dove nessuno parla inglese o trascorrere il tramonto su una spiaggia quasi deserta. Sono questi momenti, più delle attrazioni più famose, che continuano a farmi scegliere quest’isola anno dopo anno.
Se c’è un consiglio che mi sento davvero di lasciarti, è di partire senza aspettarti la Bali perfetta che hai visto sui social, ma senza credere nemmeno a chi dice che abbia ormai perso tutta la sua magia. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Se vuoi capire cosa significa davvero trascorrere lunghi periodi sull’isola, tra opportunità, difficoltà e luoghi comuni da sfatare, ho raccontato tutto nell’articolo dedicato a vivere a Bali.
Esiste una Bali caotica, moderna e sempre più internazionale. Ma ne esiste anche un’altra, più lenta, autentica e silenziosa. Sta a te decidere quale cercare. E forse è proprio questo il motivo per cui Bali continua a essere una delle destinazioni più amate al mondo: non esiste un solo modo di viverla. Non cercare la Bali che hanno raccontato gli altri. Cerca la tua.
📌 Altri consigli per viaggiare meglio

Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.
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