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Fotografia di Lewis J Goetz via Unsplash

Visitare Istanbul è pericoloso? Cosa sapere prima di partire

Indice

In questo articolo voglio provare a rispondere a una domanda che molto spesso affligge chi deve partire per la Turchia: Istanbul è pericolosa? Dopo diversi viaggi nella capitale turca, posso dirti che la risposta è più sfumata di un semplice sì o no. Certamente non è una metropoli minacciata da terrorismo o instabilità politica, come spesso si crede leggendo le notizie: il rischio reale per chi visita Istanbul ha un volto molto più ordinario e spesso difficile da vedere.

Lo dico con cognizione di causa: ho girato la città in lungo e in largo, per periodi anche prolungati, senza mai avere la sensazione di essere in pericolo. Eppure, io stesso ho vissuto un tentativo di furto e qualche piccola truffa, e nel mio ultimo viaggio mia madre è stata derubata davvero. Episodi diversi, esiti diversi, ma la stessa lezione: Istanbul si vive in sicurezza se stai attento e conosci quali zone e truffe evitare. Ed è esattamente quello che voglio raccontarti in questa guida,

Se invece stai ancora decidendo cosa vedere e come organizzare l’itinerario, ho scritto una guida completa con tutte le attrazioni, i quartieri e le esperienze da non perdere: la trovi qui, cosa vedere a Istanbul.

Bisogna temere terrorismo o instabilità politica?

È la domanda che, onestamente, mi sono sentito fare più spesso da amici e familiari prima di ogni mio viaggio a Istanbul, di solito subito dopo “ma non è pericoloso?”. La risposta richiede un minimo di contesto, perché negare il problema sarebbe scorretto, ma esagerarlo lo sarebbe altrettanto.

La Turchia ha avuto anni difficili, soprattutto tra il 2015 e il 2017, con diversi attentati che hanno colpito anche Istanbul. Da allora la situazione è cambiata parecchio: le zone turistiche della città sono sorvegliate in modo costante da diversi anni, con una polizia turistica dedicata che pattuglia quotidianamente Sultanahmet, Taksim e l’area del Bosforo, oltre ai controlli all’ingresso di centri commerciali, musei e diverse stazioni della metropolitana. Quello che ho notato, è proprio questa presenza visibile, che dà una sensazione di sicurezza piuttosto che il contrario.

servizio taxi istanbul
una donna in burca
la famosa mosche blu

Va anche detto, per onestà, che le autorità turche mantengono un livello di allerta elevato e un monitoraggio costante della situazione, e che la Farnesina, nel suo bollettino più recente, segnala di prestare un ragionevole livello di attenzione nelle principali destinazioni turistiche, Istanbul compresa, e di evitare assembramenti, manifestazioni o cerimonie particolarmente affollate, più per buon senso che per un pericolo specifico in corso.

Ed eccoci al confronto che, secondo me, mette davvero le cose in prospettiva: il rischio terrorismo non è una caratteristica esclusiva di Istanbul, ma una realtà che riguarda qualunque grande città del mondo. Londra, Parigi e Berlino hanno conosciuto attentati negli ultimi anni, eppure nessuno si sognerebbe di definirle “pericolose” per questo. Istanbul non fa eccezione a questa logica, né in positivo né in negativo.

La mia esperienza: il furto che ho subito a Istanbul

Per anni ho considerato Istanbul una delle città più sicure in cui sono stato. Poi, nel mio ultimo viaggio, due episodi a pochi giorni di distanza mi hanno fatto rivedere quell’idea.

Il primo episodio riguarda me, esattamente in uno dei tunnel sotto il Ponte di Galata, dove si trovano i venditori di merce contraffatta. Camminavo da solo, senza pensare a nulla, quando ho sentito una leggera pressione sullo zaino, durata giusto una frazione di secondo. Solo fuori dal tunnel, recuperando gli occhiali da sole dalla tasca esterna, mi sono accorto che la cerniera principale era aperta, con qualcosa spostato all’interno.
Non mancava nulla: portafoglio e chiavi erano ancora lì. Non ci ho dato peso, anche perché fino a quel momento non avevo mai pensato a Istanbul come a un posto dove potessi essere derubato.

Due giorni più tardi siamo tornati nello stesso punto, e questa volta il furto è andato a segno: a farne le spese è stata mia madre. Eravamo fermi davanti a un venditore di simit quando una turista ci ha avvicinato per avvisarci che lo zaino aveva la zip aperta. Mancava il portafoglio, con tutto quello che c’era dentro: contanti e documenti.

Ripensandoci, il collegamento tra i due episodi è chiaro: stessa zona, probabilmente stessa tecnica, a due giorni di distanza. Quello che farei diversamente oggi è semplice: zaino davanti al corpo nei tratti più affollati e niente cose di valore in scomparti facili da raggiungere, soprattutto in posti stretti e pieni di gente come quei tunnel.

Cosa fare se vieni derubato a Istanbul

Se ti capita, la prima cosa da fare è bloccare subito le carte chiamando la propria banca in Italia, indipendentemente da cosa sia stato rubato. Se nel furto erano coinvolti anche passaporto o documenti, il passaggio successivo è la polizia locale, che però smista direttamente al consolato italiano: è lì che va sporta la denuncia per i documenti, non altrove. Una volta fatta la denuncia al consolato, però, il passaggio non è ancora completo: bisogna tornare di nuovo dalla polizia turca per un’altra denuncia, perché le due procedure non si parlano tra loro, e senza quella locale i documenti non risultano bloccati anche sul territorio turco.

È esattamente quello che abbiamo vissuto con mia madre, fino in fondo: due denunce, in due posti diversi, per lo stesso identico fatto. Al consolato, mentre eravamo lì, una funzionaria ci ha anche detto, quasi di passaggio, che non eravamo i soli ad esserci presentati quel giorno: i turisti derubati a Istanbul, a quanto pare, sono una costante quotidiana, non un’eccezione.

Cacciatore di Orizzonti

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Truffe più comuni a Istanbul (e come evitarle)

La truffa del bar/locale (invito a bere qualcosa)

È una delle truffe più famose di Istanbul, e ho perso il conto di quante volte l’ho sentita raccontare da altri viaggiatori. Prende spesso di mira chi visita la città in solitaria o piccoli gruppi di amici. In pratica, qualcuno, spesso molto simpatico, ti coinvolge in una chiacchierata e ti invita in un locale “che conosce lui”, magari con la scusa di un drink tra nuovi amici. Il problema arriva alla fine: dopo qualche drink, con altre persone che si uniscono improvvisamente al tavolo, arriva un conto da centinaia di euro, e a quel punto andarsene senza pagare diventa complicato.

La regola è una sola, e vale ovunque, non solo a Istanbul: rifiuta qualsiasi invito in un bar da parte di sconosciuti. Se vuoi bere qualcosa la sera, scegli tu il locale, magari controllando prima qualche recensione, e non lasciarti convincere a cambiare programma da chi hai appena conosciuto per strada.

Taxi truccati

Dei taxi a Istanbul ne ho preso parecchi, e nella maggior parte dei casi è andato tutto liscio. Ma è anche la truffa di cui ho sentito parlare più spesso da altri viaggiatori, e qualche volta l’ho notata anche io: il tassametro che sembra girare un po’ troppo in fretta, l’autista che a un certo punto ti dice che è rotto e propone una tariffa fissa decisamente fuori scala, oppure quel giro più largo del previsto che non si spiega facilmente con il traffico.

Il modo più semplice che ho trovato per togliermi il pensiero è stato smettere quasi del tutto di fermare taxi per strada e usare app come Uber o BiTaksi: il prezzo lo vedi prima, il percorso è tracciato, e non c’è spazio per sorprese a fine corsa. Se invece sali su un taxi tradizionale, la prima cosa da controllare è che il tassametro sia acceso già mentre chiudi la portiera. Se non lo è, o ti propongono subito una cifra fissa che non ti convince, scendi e prendine un altro: a Istanbul, per fortuna, non ne manca mai uno.

Truffa della Istanbulkart (qualcuno che “ti aiuta” alla macchinetta)

Anche su questo fronte mi è capitato di imbattermi in due situazioni diverse. La prima riguarda me in prima persona: stavo cercando di ricaricare la mia carta a un totem per strada quando un uomo di mezza età, cappello e occhiali, mi si è affiancato mostrandomi un mazzo ben fornito di Istanbulkart, proponendomi di comprarne una a un prezzo decisamente più alto di quello ufficiale. Non era, naturalmente, un rivenditore autorizzato: gioca tutto sul fatto che alcune macchinette risultano poco chiare da usare al primo tentativo, e chi prova a “darti una mano” spera proprio in quel momento di confusione.

La seconda l’ho notata più volte nelle zone centrali, sempre nei dintorni di un totem: uno o più persone si offrono di aiutare i turisti a comprare o ricaricare la carta. Alcune volte chiedono qualcosa in cambio, altre volte sembrano non chiedere nulla, e proprio in quel “nulla” si nasconde il trucco: il denaro sparisce comunque, che sia nel passaggio di mano o in una finta operazione fatta sulla macchinetta.

La soluzione, in entrambi i casi, resta la stessa: se hai difficoltà con un totem, meglio rivolgersi a un dipendente in un punto vendita ufficiale, come le edicole o i chioschi BiTaksi/Istanbulkart riconosciuti, piuttosto che accettare l’aiuto di chi si propone spontaneamente per strada.

Il cambio valuta “senza commissioni”

Non so se si possa parlare di una vera truffa del cambio valuta a Istanbul in senso stretto, ma è comunque qualcosa su cui vale la pena metterti in guardia. Mi è capitato di dover cambiare alcuni baht thailandesi proprio a Istanbul, e per farlo mi sono rivolto a uno dei tanti uffici di cambio autorizzati che si trovano in centro, vicino a Taksim, una delle zone con la maggiore concentrazione di questi negozi in città. Il cartello fuori prometteva chiaramente “nessuna commissione”, ma nella pratica la commissione c’era comunque, applicata in un altro modo: trattenendo una piccola percentuale direttamente sul tasso di cambio proposto. Non l’ho notato in un singolo negozio isolato, ma praticamente ovunque sia andato a controllare, segno che si tratta di una prassi piuttosto diffusa tra i cambi valuta della città, non di un caso isolato.

Non è una truffa nel senso legale del termine, e nemmeno una pratica illegale, ma è bene saperlo prima di cambiare denaro a Istanbul, così non ti ritrovi sorpreso quando il totale che ricevi non corrisponde esattamente al tasso di cambio ufficiale del giorno, nonostante il cartello “zero commissioni” appeso fuori dal negozio.

Il trucco della spazzola del lustrascarpe

Tra le truffe che girano da più tempo a Istanbul, questa è probabilmente la più conosciuta, e nonostante sia ormai documentata ovunque, continua a funzionare. Il meccanismo si basa tutto sull’istinto naturale di aiutare qualcuno: un lustrascarpe che ti passa accanto fa “cadere” una spazzola, sembra un incidente, e tu, vedendolo allontanarsi senza accorgersene, lo richiami per restituirgliela.

mercato centrale a Istanbul
lustrascarpe a Lavoro
un murales in centro

Da quel momento in poi, l’uomo si dimostra incredibilmente riconoscente, al punto da offrirsi di lucidarti le scarpe senza volere nulla in cambio. Mentre lo fa, spesso costruisce un piccolo legame personale, qualche accenno a difficoltà familiari, una moglie malata, magari buttando lì qualche parola in italiano per sembrarti più vicino.

Il problema arriva alla fine, quando il servizio “gratuito” si trasforma in una richiesta di pagamento tutt’altro che leggera, accompagnata a volte da un tono aggressivo se provi a tirarti indietro. Ho letto di casi in cui, mentre il turista tira fuori il portafoglio per pagare qualcosa, il truffatore riesce ad approfittarne per prendere più soldi di quanto concordato, sfruttando proprio quel momento di confusione per evitare reazioni.

Il modo più semplice per non finire in questa situazione è anche il più banale: se vedi una spazzola cadere apparentemente per caso davanti a un lustrascarpe, lascia che se la riprenda da solo.

Come muoversi in sicurezza tra metro, tram e traghetti

Sui mezzi pubblici di Istanbul, in generale, mi sono sempre sentito tranquillo: sono mezzi moderni, frequenti e ben sorvegliati. L’unico vero punto debole è il sovraffollamento in certe fasce orarie, soprattutto sul tram T1 nelle ore di punta, dove la ressa di salita e discesa è il momento ideale per chi cerca di approfittarsi della distrazione di qualcuno. Vale la stessa regola di sempre: zaino davanti al corpo, attenzione doppia proprio in quei pochi secondi di confusione.

Se vuoi sapere come muoverti in città tra Istanbulkart, aeroporti, costi e qualche trucchetto utile, ti consiglio di leggere la mia guida ai trasporti di Istanbul

Acqua e cibo di strada

Sull’acqua la regola è semplice e vale per tutta la Turchia: meglio evitare quella del rubinetto e affidarsi solo a quella in bottiglia, sigillata, anche per lavarsi i denti se vuoi essere davvero scrupoloso. Non è un’indicazione legata a un rischio specifico di Istanbul, ma una precauzione comune in molti paesi extra UE, utile soprattutto nei primi giorni di viaggio.

Sullo street food, invece, posso essere ancora più diretto: a Istanbul si mangia benissimo per strada, ed è una delle esperienze più autentiche che la città offre. Ne ho scritto già in modo approfondito, comprese le zone dove ho mangiato meglio e come riconoscere un buon posto, nella mia guida ai piatti tipici e allo street food di Istanbul: qui mi limito a dirti che la sicurezza alimentare non è un problema, basta seguire la stessa regola che vale ovunque nel mondo, mangiare dove mangiano i locali.

Farmacie

Le farmacie a Istanbul si riconoscono dall’insegna Eczane, e sono diffusissime in tutta la città, spesso aperte fino a tardi. Il personale parla quasi sempre un inglese sufficiente per capirsi su sintomi comuni e farmaci da banco, quindi per piccoli malanni di viaggio non avrai problemi a farti capire. Per qualsiasi emergenza più seria, invece, il discorso cambia, ed è proprio per quello che vale la pena avere un’assicurazione di viaggio attiva: te ne parlo nel prossimo paragrafo.

Assicurazione di viaggio

Una delle cose che mi sento di dire con certezza, dopo diversi viaggi a Istanbul, è questa: viaggiare senza un’assicurazione sanitaria in Turchia è un rischio che, semplicemente, non vale la pena correre. La Turchia non fa parte dell’Unione Europea, quindi la Tessera Sanitaria Europea qui non vale a nulla: in caso di bisogno, le spese sono interamente a tuo carico.

Il sistema sanitario turco funziona su due livelli ben distinti. Le strutture pubbliche esistono e funzionano, ma sono spesso sovraccariche e il personale raramente parla altre lingue oltre al turco, il che, in una situazione di emergenza, complica parecchio le cose. Per questo la maggior parte dei turisti, quando ha bisogno di cure, si rivolge alle cliniche private, che offrono standard più alti e personale spesso multilingue, ma a un prezzo. Una semplice visita di pronto soccorso può costare qualche centinaio di euro, mentre un ricovero o un intervento d’urgenza può salire rapidamente a cifre di diverse migliaia di euro, completamente a carico del paziente straniero.

Per questo motivo viaggio sempre con un’assicurazione attiva, e per i miei viaggi a Istanbul uso Heymondo, che ho trovato semplice da attivare e comoda da usare in caso di bisogno. Se vuoi, qui trovi il mio codice sconto Heymondo, con tutti i dettagli su come funziona la copertura.

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Shopping a Istanbul: contraffazioni e rischio dogana

Istanbul è probabilmente una delle capitali mondiali del contraffatto. Al Gran Bazar, ma anche a Laleli e nei vicoli di Beyoğlu, si trova davvero di tutto, e in certe zone i venditori sono insistenti, a volte parecchio: capita spesso che qualcuno ti si avvicini in maniera diretta per proporti una borsa, un orologio o un capo “di marca” a un prezzo che da solo dovrebbe far scattare un campanello d’allarme.

Bazar Istanbul
dolci tipici turchi
il mercato delle spezie famoso in Turchia

Quello che molti non sanno, o sottovalutano, è che acquistare questi prodotti e portarli in Italia non è un dettaglio da poco. Anche per un acquisto personale, fuori da qualsiasi intento di rivendita, si rischia comunque una sanzione amministrativa, che può arrivare fino a diverse migliaia di euro, oltre al sequestro della merce stessa ai controlli doganali. Non significa che ogni turista venga fermato e controllato, ma il rischio esiste, è concreto, e personalmente non lo trovo una scommessa che vale la pena correre per un accessorio falso.

La buona notizia è che Istanbul offre alternative molto più interessanti, autentiche e senza alcun problema di dogana: i kilim, i tappeti tradizionali turchi, le ceramiche, le spezie vendute a peso e il lokum sono souvenir altrettanto identitari della città, spesso più belli da portare a casa di una copia di una borsa che chiunque riconoscerebbe per quello che è.

Quartieri sicuri e zone da evitare a Istanbul

Dove stare tranquilli (Sultanahmet, Kadıköy, Beşiktaş, Karaköy)

Negli ultimi anni ho alloggiato praticamente ovunque a Istanbul, e questo mi permette di parlare con cognizione di causa più che con sentito dire. Sultanahmet è pratica e con ogni probabilità una delle zone più sicure di tutte: non ho mai avuto la minima sensazione strana. Beyoğlu e Karaköy sono altrettanto pratiche per gli spostamenti, piene di vita e ben collegate.

Un altro quartiere dove ho soggiornato, e che a mio avviso è probabilmente quello più sicuro di tutti, si trova sul lato asiatico: Kadıköy, vivo, pieno di locali e con un’atmosfera internazionale.

Laleli, invece, mi ha lasciato un’impressione diversa da quella che mi avevano descritto: io di persona non ho percepito un’atmosfera tesa, nonostante si trovi in pieno centro, ma ho ricevuto parecchie raccomandazioni dai local, che l’hanno definita non troppo sicura e mi hanno invitato a stare attento ai miei effetti personali.

cafe vintage Istanbul
Sarraf Kadikoy  bar Istanbul
vicolo nella parte asiatica turca

Zone da evitare o con più attenzione (Tarlabaşı e dintorni)

Tarlabaşı è il caso che mi ha colpito di più, proprio perché il contrasto è netto: si trova a pochissimi passi da Taksim, una delle piazze più centrali e turistiche della città, eppure basta imboccare la strada sbagliata per ritrovarsi in tutt’altro scenario. Il degrado lì è visibile, palazzi che cadono a pezzi, un’atmosfera molto diversa da quella ordinata e curata delle zone a due passi di distanza. È considerata la zona più problematica di Istanbul, segnalata per droga e criminalità, e quello che colpisce davvero è proprio la vicinanza: è il punto nero della sicurezza in città, ma ci passi accanto quasi senza accorgertene se non stai attento.

Il consiglio pratico è semplice: se stai passeggiando lungo Istiklal Caddesi o nei dintorni di Taksim, presta attenzione a non imboccare per errore le traverse che scendono verso Tarlabaşı, soprattutto la sera. Non serve allarmarsi, basta sapere dove sei e regolarti di conseguenza, come faresti in qualsiasi altra grande città con un quartiere più difficile a due passi dal centro.

Istanbul è sicura per chi viaggia da solo

Pur avendo subito un furto e un tentativo di furto, continuo a ritenere Istanbul una delle città più sicure al mondo, e anche una scelta perfetta per chi vuole vivere la propria prima esperienza in solitaria. Quello che mi è successo può capitare in qualunque grande città del mondo, non ha niente a che vedere con Istanbul in particolare. È vero, non possiamo metterla sullo stesso piano di una Tokyo o di una Bangkok in termini di percezione di sicurezza, ma si presta benissimo anche a un primo viaggio da solo: io personalmente non ho mai avuto difficoltà, basta la stessa attenzione che presteresti in qualsiasi altro posto.

Istanbul è sicura per le donne che viaggiano sole?

Quello che emerge in modo abbastanza unanime, sia dalle testimonianze di altre viaggiatrici sia dal sentire comune di chi vive o ha vissuto in città, è che Istanbul è considerata sicura per chi viaggia sola, soprattutto restando nelle zone turistiche come Sultanahmet, Beyoğlu, Kadıköy e Beşiktaş. Capita di ricevere sguardi o commenti non richiesti, ma raramente si trasformano in situazioni davvero pericolose. Le accortezze restano quelle di sempre: vestirsi in modo sobrio nei quartieri più tradizionali e nei luoghi religiosi, evitare zone isolate dopo il tramonto, e usare app come Uber o BiTaksi per i taxi notturni invece di fermarne uno per strada.

Coppie, viaggiatori LGBTQ+ e famiglie con bambini

Istanbul, e in generale le grandi città turistiche turche, sono nel complesso tolleranti verso le coppie e i viaggiatori LGBTQ+, ma la situazione cambia molto allontanandosi dai centri urbani principali: nelle zone più rurali o tradizionali del paese gli atteggiamenti possono essere decisamente meno aperti. Nei quartieri più frequentati dai turisti non dovresti notare differenze particolari rispetto a qualsiasi altra grande metropoli europea, ma vale comunque la pena muoversi con un po’ più di discrezione fuori da quei contesti.

È anche una destinazione adatta alle famiglie, con gli stessi accorgimenti tipici di qualsiasi grande città: i trasporti pubblici, dal tram alla metro ai traghetti, sono comodi e sicuri anche con bambini, e i quartieri turistici principali offrono ampi spazi pedonali, parchi e zone tranquille dove muoversi senza stress. L’unico vero punto di attenzione resta il sovraffollamento in certi luoghi, come mercati, bazar o mezzi nelle ore di punta, dove tenere d’occhio i più piccoli richiede solo un po’ di attenzione in più.

Consigli pratici per un viaggio sicuro a Istanbul

Arrivato a questo punto dell’articolo, hai già tutti i dettagli. Qui ti lascio un riepilogo veloce, le regole che seguo io ogni volta che torno a Istanbul, utili anche solo da scorrere prima di partire:

  • Zaino sempre davanti al corpo nei tratti più affollati, tunnel, mercati, mezzi pubblici nelle ore di punta.
  • Niente di valore in tasche esterne facilmente accessibili, soprattutto in spazi stretti e pieni di gente.
  • Usa solo Uber o BiTaksi, mai taxi fermati per strada: eviti quasi tutte le truffe legate ai trasporti.
  • Bevi solo acqua in bottiglia sigillata, mai quella del rubinetto.
  • Mangia street food dove mangiano i turchi locali: fila, fumo e prezzi onesti sono il segnale giusto.
  • Tieni sempre con te una copia dei documenti, sia in formato cartaceo che digitale (una foto sul telefono, una copia via email a te stesso): se ti vengono rubati gli originali, accelera tutto il resto della procedura.
  • Porta sia contanti in lire turche che una carta, e non fare cambio nei negozi che promettono “zero commissioni”: la commissione, in un modo o nell’altro, quasi sempre c’è.
  • Rifiuta qualsiasi invito in un bar da sconosciuti, anche se sembrano solo persone gentili.
  • Viaggia sempre con un’assicurazione attiva: la sanità turca, soprattutto quella privata, ha costi che possono salire rapidamente.
  • Se senti qualcosa di strano contro lo zaino, fermati a controllare subito: io non l’ho fatto, e il problema si è solo spostato su mia madre due giorni dopo.

Numeri utili in caso di emergenza a Istanbul

In caso di emergenza, è utile avere questi numeri salvati sul telefono prima ancora di partire.

112 — numero unico per le emergenze generali (polizia, ambulanza, vigili del fuoco)
155 — polizia (numero diretto)
110 — polizia turistica, dedicata specificamente all’assistenza dei visitatori stranieri

Consolato Generale d’Italia a Istanbul

  • Centralino, in orario d’ufficio (lun-ven, 9:00-17:00): +90 212 243 1024 / 1025
  • Numero di emergenza fuori orario, solo per casi di effettiva e comprovata emergenza (lun-gio 16:00-22:00, ven 15:00-22:00, sab-dom-festivi 9:00-22:00): +90 555 458 5844
  • Email: consolatogenerale.is@esteri.it

In caso di furto o smarrimento di documenti, il Consolato può rilasciare un documento di viaggio provvisorio per il rientro in Italia, ma serve prima la denuncia presentata alla polizia locale, come ti ho raccontato parlando dell’esperienza di mia madre.

FAQ Utili

Serve il visto per gli italiani che vanno a Istanbul?

No, i cittadini italiani non hanno bisogno del visto per visitare Istanbul, per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Basta il passaporto o la carta d’identità valida per l’espatrio, con almeno 5 mesi di validità residua. Attenzione: dal 3 agosto 2026 le vecchie carte d’identità cartacee italiane non saranno più valide per l’espatrio.

C'è rischio terremoti a Istanbul?

Sì, Istanbul si trova in una zona ad alto rischio sismico, vicina alla faglia Nord Anatolica, e gli esperti prevedono da anni un forte terremoto nei prossimi decenni. Per un soggiorno turistico breve, però, il rischio statistico immediato resta basso: vale la pena informarsi sulle procedure di sicurezza del proprio hotel e viaggiare con un’assicurazione completa.

La tessera sanitaria europea (TEAM) è valida in Turchia?

No, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia non è valida in Turchia, perché il paese non fa parte dell’Unione Europea. In caso di necessità medica, le spese sono interamente a carico del turista straniero, motivo per cui un’assicurazione di viaggio con buona copertura sanitaria è fortemente consigliata.

Istanbul vale il rischio?

Dopo tutto quello che ti ho raccontato, furto compreso, la risposta è sì, con le giuste precauzioni un viaggio a Istanbul sicuro è assolutamente possibile, ed è esattamente quello che ho continuato a vivere io stesso, viaggio dopo viaggio.

Quello che mi è successo, e che è successo a mia madre, non ha cambiato la mia opinione sulla città, ha solo affinato il modo in cui la vivo. Si supera, e si torna a viaggiare felici, magari con qualche accortezza in più e lo zaino tenuto un po’ più stretto nei tunnel affollati. Istanbul resta, per me, una delle destinazioni più affascinanti che abbia mai visitato, e continuerò a tornarci.

Se stai organizzando il tuo viaggio, ti lascio qui sotto gli articoli che possono aiutarti a completare la pianificazione: qualche altro articolo che può aiutarti a completare l’itinerario, tra esperienze da vivere e quartieri da scoprire. Buon viaggio, e occhio allo zaino.
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