Indice
- Documenti visti e burocrazia
- Come arrivare a Flores
- Labuan Bajo, la porta d’ingresso di Flores
- Cosa vedere a Flores
- Cosa fare a Flores
- Dove dormire
- Come muoversi
- Quando andare a Flores
- Consigli utili prima di partire
- Faq utili
- Flores, oltre komodo
Quando si pensa all’isola di Flores, la mente vola automaticamente a Komodo e ai suoi famosi draghi. In effetti, gran parte del turismo arriva fin qui proprio per visitare il celebre Parco Nazionale. Dietro quell’immagine da cartolina, però, si nasconde un luogo sorprendente e autentico, che vive di luce propria. Ci sono stato per qualche settimana e quella che ho conosciuto è una terra intensa, piena di contrasti, che non si può ridurre a una visita al solo parco.
Viene chiamata l’isola delle albe e dei tramonti perché, da qualunque parte ti trovi, il sole è sempre protagonista: sorge sull’acqua, scompare dietro le montagne e colora tutto ciò che incontra. In mezzo ci sono villaggi antichi e persone che vivono seguendo il ritmo della natura. Mare cristallino, spiagge bianche, giungle fitte, cascate che si gettano tra le risaie e vulcani che dominano l’orizzonte.
A Flores il turismo sta crescendo, ma i numeri non sono ancora paragonabili a quelli di altre mete indonesiane. In molte zone si respira un’atmosfera intima e rurale, lontana dalla confusione e dai ritmi frenetici delle località più battute. Arrivare fin qui significa ritrovare silenzi, spazi aperti e un’Indonesia che vive ancora di semplicità.
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Documenti visti e burocrazia
Per entrare in Indonesia ti basta un passaporto con almeno 6 mesi di validità residua e un biglietto di uscita dal Paese. Per turismo puoi scegliere tra Visa on Arrival fatta in aeroporto oppure e-VoA online prima di partire: entrambe valgono 30 giorni e si possono estendere una volta. Io, però, ti consiglio di farlo prima in versione elettronica: ti risparmi la fila all’arrivo, ti togli la burocrazia di mezzo e inizi il viaggio con la testa libera.
Per capire quale visto scegliere, quanto costa davvero e come fare l’e-VoA passo dopo passo senza errori, ti lascio qui la mia guida: Visti per Bali e Indonesia: guida completa.
Invece, per un controllo finale prima della partenza (stato dei documenti, eventuali aggiornamenti e indicazioni ufficiali), il riferimento più affidabile resta sempre Viaggiare Sicuri – Indonesia.
Come arrivare a Flores
In nave
Ho raggiunto Flores in nave partendo da Sumbawa, un viaggio che vale da solo il prezzo del biglietto. C’è un’unica imbarcazione che collega le due isole: parte ogni sera dal porto di Sape intorno alle 21:00 e arriva a destinazione verso le 5:00 del mattino. Otto ore di traversata,
Il biglietto costa 280.000 rupie indonesiane (circa 16 euro) ed è comprensivo del trasporto del motorino. Si acquista solo il giorno stesso della partenza. La nave è molto semplice: niente cabine private, solo posti letto e qualche sedile. La notte il mare è sorprendentemente calmo e, quando il cielo inizia a schiarire, l’alba ripaga ogni ora passata a bordo. La stessa nave riparte la mattina seguente alle 10:00 dal porto di Flores per tornare a Sumbawa.
In aereo
Se il tempo è poco e preferisci spostarti in aereo, sappi che puoi raggiungere Flores con voli diretti da Bali, Lombok, Jakarta o Kupang. Il Komodo International Airport (LBJ) di Labuan Bajo è servito da diverse compagnie — Wings Air, Batik Air, Garuda Indonesia e AirAsia — con partenze giornaliere da tutte le principali città.
Esistono anche altri aeroporti interni:
- H. Hasan Aroeboesman Airport (ENE) a Ende, ideale per chi viaggia nel centro dell’isola.
- Frans Xavier Seda Airport (MOF) a Maumere, per chi prosegue verso est.
- Soa Airport (BJW) a Bajawa, utile per chi esplora l’interno montuoso.
Sull’isola le distanze sono lunghe e impegnative. Il mio consiglio è di organizzarsi bene e capire esattamente dove atterrare, così da pianificare con cura gli spostamenti.
Labuan Bajo, la porta d’ingresso di Flores
Doveroso dedicare almeno un paragrafo a Labuan Bajo, quasi sempre la prima tappa per chi arriva sull’isola. La città si affaccia completamente sul mare e rappresenta il punto di partenza perfetto per le crociere al Parco di Komodo. Sono rimasto molto colpito da Bajo – così la chiamano i local –: compatta, ordinata, piena di salite e discese che si aprono su panorami infiniti.
L’atmosfera ha qualcosa di mediterraneo: ristoranti che si affacciano sul porto, caffè tranquilli dove fermarsi a lavorare o semplicemente osservare il via vai delle barche. Qui tutto ruota intorno al mare — i centri diving, il cibo, le crociere — ma basta allontanarsi un po’ dal centro e in men che non si dica, le colline diventano giungle.
Due giorni ben gestiti (crociera esclusa) sono più che sufficienti per viverla appieno. Doveroso citare i suoi viewpoint, davvero imperdibili: ho ammirato il tramonto dal Padar Viewpoint e dal Pondok Pohon, un po’ più remoto ma che vale assolutamente la pena. Se invece preferisci restare in città, Alma Restaurant, oltre a servire ottimi drink, regala probabilmente il tramonto più bello di Labuan Bajo.



Per restare in tema ristorazione, mi sento di consigliare la Cucina Komodo. Un istituzione in città. Chi segue il blog sa che non frequento spesso i ristoranti italiani quando viaggio, ma dopo due mesi trascorsi in Asia la mia italianità stava vacillando. La scelta si è rivelata perfetta: un ambiente intimo e riservato, capace di riportarmi per qualche ora a casa. Consigliatissimo.
Le spiagge di Labuan Bajo, invece, non hanno l’effetto wow delle isole vicine, ma meritano comunque una visita — anche solo per la loro vicinanza al centro. Non voglio condizionarti troppo: scrivi “pantai” su Google Maps (in indonesiano significa spiaggia). Nel raggio di pochi minuti, avrai l’imbarazzo della scelta.
Quando il tempo è poco, un’escursione organizzata può fare la differenza.
Cosa vedere a Flores
Città, strade e coste
Dopo Labuan Bajo, Flores cambia registro e lo capisci subito dalla strada verso Ruteng: curve, salite lunghe e panorami che si aprono all’improvviso, in un percorso che da ovest ti porta piano piano dentro l’anima dell’isola. Lungo la via passi dalle Spider Web Rice Terraces di Cancar, le risaie a ragnatela più famose di Flores (e forse di tutta l’Asia). Guardarle dal viewpoint di Cara/Cancar è già di per sé emozionante; attraversare questa zona da vicino lo è ancora di più.



Ruteng è la prima città dove senti davvero la vita dell’isola — io l’ho letteralmente adorata per la sua semplicità. Da qui il viaggio continua in modo naturale verso Ende, Bajawa e Moni, tappe poco filtrate dal turismo che ti portano sempre più dentro un’entità montana e rurale. Colline verdi, strade lente, un’atmosfera quieta immersa nella natura: è questo il ritmo che accompagna l’entroterra. Moni, poi, sembra dividersi tra cielo e mare, perfetta come base per una deviazione a Coconut Beach, senza dubbio, la spiaggia più bella di Flores.
Entroterra, montagne e vulcani
Nell’entroterra Flores cambia passo, e si allontana davvero dall’immaginario di Komodo. Tutto si fa più silenzioso: risaie, foreste e strade che salgono quasi al cielo. Il punto più iconico è il Monte Kelimutu: il sentiero è breve, più una camminata che un vero trekking, ma l’arrivo ai laghi colorati (qualcuno ci va all’alba) ha qualcosa di surreale.



La zona di Moni/Ende è fresca, verde, invita ad aprire i polmoni. La strada che collega le due città è disseminata di luoghi da vedere: villaggi (ci arriviamo tra poco), cascate, risaie e punti panoramici. Qui il viaggio non è solo “arrivare”, ma fermarsi quando qualcosa ti chiama, anche senza programma. Il collegamento non è nelle migliori condizioni e un po’ di esperienza alla guida aiuta, ma è proprio questa lentezza forzata che ti fa entrare davvero nel ritmo dell’isola.
Villaggi tradizionali di Flores
I villaggi tradizionali sono una delle anime più forti di Flores: si disseminano lungo tutta l’isola come piccoli nuclei pieni di storia. Alcuni, come Bena o Tololela, si raggiungono facilmente lungo le tappe dell’entroterra; altri richiedono un po’ più di strada e pazienza, come Wae Rebo. Qui si arriva con un trekking abbastanza impegnativo, ma che ripaga con la possibilità di dormire insieme alla comunità.
In qualunque direzione deciderai di andare, ti consiglio di entrare almeno in uno o due villaggi: non per “vedere qualcosa”, ma per capire un pezzo di storia dell’isola. Fallo con rispetto e sensibilità: per noi è un viaggio, per loro è casa. L’ospitalità qui è ancora un valore reale, non uno slogan.
Cosa fare a Flores
Esperienze e natura
Per le attività di mare, Labuan Bajo resta la base più comoda per diving e snorkeling, soprattutto se hai in programma qualche uscita verso Komodo. Detto questo, Flores regala alternative molto più intime e silenziose: Riung e il Parco Marino delle 17 Isole sono tra le più belle, con escursioni in barca giornaliere tra isolotti deserti, mangrovie e punti snorkeling dall’acqua turchese. Se hai tempo, fermati una notte nel villaggio: l’esperienza diventa ancora più lenta e autentica.”
Bajawa, invece, offre una lista quasi interminabile di hot spring: alcune più curate con ticket d’ingresso, altre naturali, rudi e immerse nel verde, con acqua che in certi punti è davvero bollente. Praticamente puoi scegliere una sosta “comoda” o buttarti in sorgenti senza filtri, dove la natura fa tutto da sola.
Esperienze culturali
Sono da sempre un grande fan dei mercati, quindi forse sarò di parte, ma quello di Ruteng è stato uno dei più intensi e complicati che abbia mai visto in Asia. Diviso in più aree, vende di tutto — pesce, carne, frutta, spezie, tessuti, utensili — ed è un posto “tosto”: in alcuni settori gli animali vengono venduti vivi e macellati sul momento, l’igiene è minima e tra caldo, fumo, caos e ragnatele ovunque ti ritrovi dentro una scena impegnativa. Un viaggio nel viaggio.



Flores sa anche essere profondamente cerimoniale: nel Manggarai (Ruteng e villaggi vicini) puoi vedere la Caci dance, il duello rituale con frusta e scudo, eseguito durante feste comunitarie e soprattutto nel periodo post-raccolto (festival Penti), più facile da intercettare nella stagione secca.
A Bajawa c’è invece la Reba, cerimonia di ringraziamento del popolo Ngada. Si svolge ogni anno tra fine dicembre e febbraio (le date cambiano da villaggio a villaggio). Se ti trovi lì in quel periodo, vale la pena fermarsi. Ricorda però che non è folklore da foto, ma cultura viva dell’isola.
Un modo semplice per esplorare Flores e Komodo quando i giorni sono contati.
Relax e vita quotidiana
Le giornate a Flores si riempiono di cose semplici: una notte in homestay, una colazione in un warung, una sosta qualsiasi che diventa parte del viaggio.
Una delle cose che ho più amato è stato guidare. Non perché le strade siano perfette — tutt’altro — ma perché vivi costantemente circondato dalla natura. Ti sposti da un villaggio all’altro senza fretta, ti fermi quando la fame chiama o quando un panorama si apre sull’orizzonte. Ho guidato per giorni con il costume nel baule della moto: ogni volta che vedevo una spiaggia o un luogo che mi ispirasse mi fermavo un po’, senza programmi, spesso da solo, con la sensazione di avere l’isola tutta per me.
La sera ci si incontra per strada: bambini che giocano, gente seduta fuori casa, silenzi lunghi che non pesano. Qui il relax non è una parentesi: è il modo normale in cui l’isola ti insegna a essere vissuta.
Dove dormire
Dove dormire a Flores è semplice, ma richiede un po’ di elasticità. Tolta Labuan Bajo — dove gli ostelli non mancano — e un paio di opzioni a Ruteng, le possibilità si riducono di molto. Si dorme soprattutto in homestay. Una cosa bella, sia chiaro, ma che richiede flessibilità. i prezzi partono da €10 a notte, ma la sistemazione è davvero basic: camera con letto e spesso bagno in comune.
Non è come in altre isole asiatiche più turistiche, dove con la stessa cifra trovi già colazione e servizi organizzati: qui il risparmio è reale, ma lo è anche la semplicità.
Allo stesso tempo, se vuoi salire di livello, esistono hotel sorprendentemente belli anche in tappe meno “scontate” come Bajawa o Riung, con viste spettacolari e prezzi che possono superare abbondantemente i 150€ a notte
Come muoversi
Gli spostamenti a Flores sono un’avventura, ma non sempre delle più comode. Saper guidare un motorino diventa essenziale: per me è stato il modo migliore per vivere l’isola. Senza motorino avrei perso autonomia e, con ogni probabilità, avrei dovuto rinunciare a diverse zone raggiungibili solo su due ruote.



In alternativa puoi affidarti a un driver locale o a piccoli tour organizzati: ti vengono a prendere in hotel e gestiscono trasferimenti e tappe senza pensieri. I servizi come Grab esistono, ma solo nelle città grandi (io li ho visti solo a Bajo).
Ci sono anche bus locali che collegano un po’ ovunque: affascinanti, certo, ma molto lenti e scomodi, adatti solo se hai tanto tempo e spirito d’intraprendenza. Inoltre, Flores è davvero grande e le distanze non vanno mai sottovalutate: qui ha più senso ragionare in ore di viaggio che in chilometri, così da pianificare tappe e tempi con cura.
Quando andare a Flores
Flores segue le stagioni tipiche dell’Indonesia orientale, ma il meteo va preso con le pinze: cambia molto tra costa e interno, diciamo che non segue regole rigide.
- Stagione secca (aprile–ottobre): è il periodo migliore per spostarsi e guidare. Le giornate sono più stabili, le strade restano in condizioni migliori e le attività all’aperto si fanno senza troppi imprevisti.
- Stagione delle piogge (novembre–marzo): l’isola è più verde e scenografica, ma i rovesci possono essere frequenti e, nell’entroterra, rallentare parecchio gli spostamenti.
Detto questo, Flores resta un’isola imprevedibile. Nell’area del Manggarai e, più in generale, nelle zone montane come Ruteng, Bajawa e Moni, può piovere anche fuori stagione: i pomeriggi si presentano volentieri con nuvole e acquazzoni, persino nei mesi più asciutti.
In sintesi: se vuoi viaggiare con più tranquillità scegli la stagione secca, ma tieni sempre una giacca antipioggia a portata di mano — con la consapevolezza che, prima o poi, ti servirà.
Consigli utili prima di partire
Flores è un’isola che si vive senza grandi complicazioni, ma ci sono alcune cose pratiche che vale la pena sapere prima di arrivare. La prima riguarda la guida: le strade non sono sempre in buone condizioni, i camion sono tanti e spesso imprevedibili. Serve attenzione, soprattutto nelle curve e nei tratti di montagna. Qui il codice stradale è piuttosto elastico, quindi meglio non dare nulla per scontato.
Occhio anche ai rifornimenti. I distributori non sono ovunque e le tratte sono lunghe: quando ne trovi uno, conviene fermarsi e fare benzina.
La connessione internet in generale funziona bene, ma con la pioggia il Wi-Fi delle homestay e degli hotel salta facilmente e riparte solo quando torna il sole. Per questo consiglio una SIM con un pacchetto giga abbondante.
I bancomat li ho trovati affidabili e non ho mai avuto problemi a prelevare, ma — come in gran parte dell’Asia — è sempre meglio avere contanti a portata di mano.
Ultima nota, bella e utile per lo spirito: nelle zone rurali ti salutano tutti. Bambini e adulti si fermano sempre volentieri per un sorriso o due parole. Fa parte del modo di vivere locale e rende il viaggio ancora più umano.
Faq utili
Quanti giorni servono per vedere Flores senza correre?
idealmente 9–10 giorni se vuoi attraversarla con tappe lente; con 4–5 giorni vedrai solo una parte (di solito o ovest o centro).
Conviene girare Flores in autonomia o con driver?
In autonomia si può fare, ma avere un motorino (o un’auto) è quasi indispensabile: i mezzi pubblici sono pochi e lenti. Se non guidi, un driver locale è la soluzione più pratica per non perdere tappe e tempi.
Il trekking al Kelimutu si può fare in autonomia o serve una guida?
Si può fare in autonomia senza problemi: il sentiero è breve, chiaro e ben battuto, più camminata che trekking vero. Una guida non è necessaria; semmai può servire un passaggio/driver se vuoi arrivare prima dell’alba.
Quanto costa in media un viaggio a Flores (budget giornaliero)?
In stile backpacker realistico, Flores sta spesso sui 25–45 USD al giorno a persona (circa 23–41 €), includendo homestay semplici, pasti locali e spostamenti base. Se aggiungi driver privati, escursioni e hotel medi, sali facilmente a 50–80 € al giorno
Flores, oltre komodo
Il nome di Flores viene spesso associato al Komodo National Park, ma serve poco per capire che ridurla a quello sarebbe un peccato. Qui c’è molto di più: città che cambiano volto a ogni tappa, un entroterra montano e rurale, villaggi dove il tempo è rimasto semplice, strade che sembrano sfiorare il cielo. Flores è la meta giusta per chi cerca qualcosa fuori rotta, più autentico e meno filtrato, dove la sensazione di “fare un vero viaggio” non è una frase fatta, ma qualcosa che ti resta addosso.
Se Flores ti ha incuriosito o se hai domande o dubbi per organizzare il viaggio, scrivimi nei commenti: rispondo sempre volentieri.
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Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.
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