Lo ammetto, Eyüp non era nei miei piani durante il mio ultimo viaggio a Istanbul. L’idea originale era quella di raggiungere la collina di Pierre Loti, bere un caffè con vista sul Corno d’Oro e godermi uno dei panorami più famosi della città. Poi, però, un piccolo errore di calcolo ha cambiato completamente la giornata.
Avevo impostato sulla mappa direttamente l’arrivo della funivia, non la partenza. Così, invece di seguire il percorso classico per salire alla collina di Pierre Loti, mi sono ritrovato a camminare all’interno di Eyüp (Eyüpsultan), attraversando un quartiere che, fino a quel momento, non avevo minimamente considerato.
Un viale che sembra infinito, una bellissima moschea circondata da fontane, negozi locali e un’atmosfera completamente diversa dalle zone più turistiche di Istanbul: Eyüp si è rivelata una scoperta inaspettata. Una di quelle che non trovi nelle guide, ma che finiscono per diventare la parte più autentica del viaggio.
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Come arrivare a Eyüp e Pierre Loti (itinerario con Fener e Balat)
Se alloggi nella parte europea di Istanbul, raggiungere Eyüp e la collina di Pierre Loti è piuttosto semplice. Puoi muoverti sia con l’autobus che con il tram. La soluzione più pratica è il bus 55T, che attraversa diverse zone della città passando da Fener e Balat, per poi arrivare fino a Eyüp. In alternativa, puoi utilizzare il tram T5, che costeggia il Corno d’Oro e arriva fino a Eyüpsultan, offrendo anche un percorso più panoramico.



Fener, Balat, Eyüp e la collina di Pierre Loti si trovano nella stessa area di Istanbul e sono perfetti da visitare insieme. Si tratta di tappe diverse ma complementari: quartieri colorati e fotografici, zone più autentiche e locali, fino alla vista panoramica dall’alto.
Singolarmente non richiedono molto tempo, ma unite danno vita a un itinerario completo e ben equilibrato. Il mio consiglio è di dedicargli un’intera giornata: paeeggia tra le vie di Fener e Balat, fermati a pranzo a Eyüp e poi sali verso Pierre Loti, magari nel tardo pomeriggio prima del tramonto.
Utilizzando lo stesso mezzo per gli spostamenti, tutto diventa più semplice e lineare. Ed è proprio questa combinazione a rendere questa zona una delle più interessanti da scoprire a Istanbul.
Eyüp: il quartiere più autentico che non ti aspetti
Eyüp è stato, senza dubbio, la mia più grande scoperta a Istanbul. L’ho esplorato di domenica pomeriggio, in una giornata di sole. Fin da subito si percepiva quell’atmosfera rilassata tipica del weekend, fatta di famiglie, movimento e vita quotidiana.
Passeggiare a Eyüp è stato davvero piacevole. il lungo viale che porta verso la moschea è costeggiato da negozi di moda locale, piccole tavole calde, bancarelle, spezie e negozi di dolci. È uno di quei posti dove ti fermi senza un motivo preciso, semplicemente per osservare, curiosare e lasciarti trasportare dal ritmo del quartiere. la cosa che mi ha colpito di più è stata l’assenza quasi totale di turisti. Nell’arco di tutto il pomeriggio ne avrò incrociati forse due o tre.
Gran parte del viale, avvicinandosi alla moschea, è pavimentata in marmo, con fontane eleganti che rendono l’ambiente curato. E poi c’è lei, la moschea di Eyüp Sultan, che domina la zona: imponente, affascinante e perfettamente integrata nel contesto del quartiere.
Non serve fare paragoni con le grandi attrazioni di Istanbul. Eyüp ha un’identità diversa, più silenziosa, più locale. Ed è proprio questo il suo punto di forza.
Dove mangiare a Eyüp: il posto che vale davvero la visita
A Eyüp ci sono diversi posti dove mangiare che, da soli, valgono la visita. Ma mi sento di consigliarne uno in particolare. Si chiama TGüveç Salonu e lo si riconosce subito per un motivo ben preciso: la fila fuori.
Mi sono messo in coda e ho aspettato circa 20 minuti, giusto il tempo di capire cosa venisse servito. Il piatto forte è il lahmacun, una delle specialità più tipiche della cucina turca: una sorta di pizza sottile con carne speziata, leggera ma piena di sapore, spesso accompagnata da yogurt o ayran.



il TGüveç Salonu è un posto semplice, diretto, dove si ordina, si prende il piatto e si mangia alla buona ai tavoli all’aperto, immersi nel movimento del quartiere. Intorno c’è un continuo via vai: persone che mangiano al volo, altre che prendono da asporto. Un’atmosfera autentica che ti mette di buon umore.
Se ti interessa scoprire meglio la cucina turca, ho scritto una guida completa sui piatti tipici di Istanbul che ti consiglio di leggere. Troverai le pietanze più iconiche, dove provarle e qualche consiglio utile per non cadere nei soliti posti turistici.
Salire a Pierre Loti: funivia o a piedi?
Per salire alla collina di Pierre Loti hai due opzioni: prendere la funivia oppure andarci a piedi. Nel mio caso non ho preso la funivia, ma solo per un errore iniziale. All’andata, infatti, ho seguito il percorso sbagliato e mi sono ritrovato sulla collina passando dalla parte “posteriore”, senza seguire il percorso classico.



La vera scoperta, però, è stata la discesa. Scendendo dalla parte frontale, cioè quella che segue il tracciato della funivia, percorri un cimitero monumentale molto suggestivo e silenzioso, pieno di gatti e di persone che salgono e scendono a piedi. Non aspettarti il classico cimitero come lo intendiamo in Italia: qui è parte del percorso e rende la salita (o la discesa) molto più interessante.
Se decidi di salire a piedi, quindi, puoi scegliere tra due percorsi:
- quello interno al quartiere (meno panoramico, ma comunque interessante)
- quello che attraversa il cimitero, decisamente più suggestivo
In alternativa, puoi prendere la funivia (linea TF2), che parte da Eyüp e arriva direttamente in cima in pochi minuti. Costa poco e si paga comodamente con la Istanbulkart, come qualsiasi altro mezzo pubblico. Se hai tempo, il consiglio è semplice: almeno una delle due tratte falla a piedi. È una di quelle esperienze che fanno davvero la differenza.
Pierre Loti: panorama bellissimo, ma…
La collina di Pierre Loti offre senza dubbio uno dei panorami più belli sul Corno d’Oro. La vista è aperta, piacevole, e nelle giornate limpide vale sicuramente la salita. Detto questo, è giusto ridimensionare un po’ le aspettative.
La prima cosa che mi ha sorpreso è la dimensione: la zona in cima è piuttosto piccola, più contenuta di quanto immaginassi. Questo, unito alla grande affluenza, crea spesso una sensazione di confusione. Quando ci sono stato io, c’era davvero tanta gente, al punto da fare fatica anche solo a muoversi con tranquillità.



In cima trovi sostanzialmente due bar, uno nella parte più alta e uno leggermente più in basso. La vista è bella, ma i prezzi sono decisamente alti: parliamo anche del doppio rispetto ad altre zone di Istanbul. Il risultato è che ti ritrovi in un posto panoramico sì, ma molto affollato e meno rilassante di quanto ci si aspetti. Per questo motivo, il consiglio è semplice: non andare a Pierre Loti solo per Pierre Loti.
Ha senso inserirla all’interno di un itinerario più ampio, magari partendo da Eyüp e abbinandola a Fener e Balat, come ti dicevo prima. In questo modo diventa una tappa piacevole, senza creare aspettative troppo alte. Se invece l’idea è quella di salire fin lì solo per il panorama, considera che Istanbul offre anche altri punti, spesso meno affollati e più godibili.
Eyüp o Pierre Loti? Cosa merita davvero
Se devo essere sincero, tra i due mi ha colpito molto di più Eyüp. Pierre Loti ha una vista bella, ma resta una tappa veloce, molto turistica e, per certi versi, un po’ sopravvalutata se presa da sola. Eyüp, invece, è stata una scoperta: più autentica, più viva, meno costruita per chi arriva da fuori.
Qui hai davvero la sensazione di entrare in una zona locale, tra famiglie, negozi e ritmi quotidiani che cambiano completamente rispetto al centro di Istanbul. Questo non significa che Pierre Loti non meriti. Semplicemente, funziona meglio come completamento della visita, non come attrazione principale.
Consigli pratici per visitare Eyüp e Pierre Loti
Il momento migliore per visitare Eyüp è il pomeriggio, quando il quartiere si anima e si respira quell’atmosfera tipica del weekend. Per quanto riguarda Pierre Loti, invece, meglio evitare proprio il weekend, se puoi. Essendo uno spazio piccolo, si riempie facilmente e rischi di non goderti davvero la vista.
In termini di tempo, considera circa 2–3 ore per visitare entrambe le zone con calma, includendo la passeggiata, una sosta per mangiare e la salita verso la collina. Il consiglio finale è semplice: non avere fretta. Prenditi il tempo per camminare, fermarti, osservare. È proprio così che questa parte di Istanbul riesce a sorprenderti.
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