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Fotografia di Mikhail Nilov via Pexels

Monkey Forest Ubud: guida alla foresta più Iconica di Bali

Indice

La Monkey Forest di Ubud è molto più di una semplice attrazione: è uno dei simboli di Bali, una tappa che quasi tutti i viaggiatori inseriscono nel proprio itinerario. Se vai a Ubud, non puoi davvero perderla — un po’ come andare a Roma e non vedere il Colosseo.

La foresta delle scimmie di Ubud è un luogo dove natura, cultura e spiritualità convivono in equilibrio perfetto. Tra alberi secolari, templi immersi nel verde e centinaia di scimmie curiose che saltano da un ramo all’altro, ogni visita regala un’esperienza diversa. Uno di quei posti che raccontano davvero l’anima di Bali. Silenzi, rituali e vita che scorre lenta nella giungla.

Ingresso foresta delle scimmie
tour alla foresta delle scimmie di Ubud
motorini a Bali

Ci sono stato tre volte, e ogni volta ho provato sensazioni diverse — meraviglia, rispetto e un pizzico di sorpresa. Ma c’è anche qualcosa che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca… te lo racconto tra poco.

Cosa rende speciale la Monkey Forest di Ubud

Nonostante la sua enorme popolarità, la Monkey Forest di Ubud non è solo un’attrazione turistica. La sua fama la fa apparire come un semplice luogo da visitare durante un viaggio a Bali, ma in realtà è una foresta sacra, profondamente legata alla spiritualità locale e gestita direttamente dalla comunità di Padangtegal.

La leggenda narra che all’interno vivano più di 600 macachi dalla lunga coda, (anche se in realtà potrebbero essere molti di più). Le scimmie si muovono libere tra gli alberi, i templi e i visitatori, custodi di un equilibrio che da secoli unisce uomo e natura.

scimmie alla monkey forest
Ubud a Bali
le scimmie di Ubud

La foresta è considerata un simbolo spirituale dagli abitanti del villaggio, che ancora oggi la proteggono e si prendono cura di ogni suo angolo. Già dai primi metri del sentiero si percepisce che si sta entrando in un luogo diverso, dove il silenzio è rotto solo dal fruscio delle foglie e dai richiami delle scimmie.

Il momento migliore per visitarla è al mattino presto, quando l’aria è ancora fresca e il turismo non ha invaso i sentieri. È allora che la foresta di Ubud mostra la sua vera anima — viva, sacra e ancora profondamente autentica.

Cosa vedere all’interno della foresta

Entrando nella Monkey Forest Ubud, ci si trova immersi in una vera e propria giungla tropicale. I sentieri si intrecciano tra radici sospese e alberi secolari coperti di muschio, mentre la luce filtra appena tra le foglie alte. Ogni passo porta verso qualcosa di nuovo: statue ricoperte di verde, piccoli santuari e scimmie che si muovono con disinvoltura tra i visitatori.

I tre templi principali

All’interno della foresta si trovano tre antichi templi indù, costruiti intorno al XIV secolo:

  • Pura Dalem Agung Padangtegal, (chiamato anche il tempio delle scimmie) dedicato a Shiva, il più importante e suggestivo.
  • Pura Beji, tempio della purificazione, situato accanto a una sorgente d’acqua sacra.
  • Pura Prajapati, vicino al cimitero, legato ai riti funebri della tradizione balinese.

L’accesso ai templi non è consentito ai turisti, che possono osservarli solo dall’esterno. Per rispetto verso la cultura locale è richiesto un abbigliamento adeguato e un comportamento silenzioso: qui si prega ancora ogni giorno.

Statue e ponti nella giungla

Uno dei luoghi più affascinanti è il ponte dei dragoni, sorretto da due enormi sculture coperte di licheni e radici intrecciate. Lì la giungla sembra inghiottire tutto, creando un’atmosfera quasi mistica. I banyan centenari e gli alberi dalle radici aeree si intrecciano tra le statue, trasformando il paesaggio in una scena da film.

statue balinesi
animali a Bali
una statua balinese

Camminando tra i sentieri immersi nel verde, capita spesso di fermarsi ad osservare le scimmie che giocano o si riposano sui rami. Un luogo in cui la natura domina ancora, e dove ogni rumore, ogni passo, sembra parte di un rito antico che continua da secoli.

il piccolo cimitero sacro

Il tempio Pura Prajapati si trova nella parte nord-orientale della foresta ed è legato ai riti funebri della comunità di Padangtegal. Accanto al tempio si trova un piccolo cimitero induista, dove i corpi vengono custoditi temporaneamente fino alle grandi cerimonie collettive di cremazione (ngaben). L’area non è visitabile liberamente, ma si può osservare con rispetto dai sentieri laterali.

Regole d’oro per non farsi mordere

Una cosa che ho imparato viaggiando per Bali è che il comportamento delle scimmie cambia molto a seconda del luogo. Al Tempio di Uluwatu, ad esempio, le ho viste molto aggressive e territoriali: abituate al caos e ai turisti, tendono a strappare occhiali o bottiglie in un attimo.
Nella Sangeh Forest, invece, sono decisamente più calme — diffidenti ma tranquille, sembrano quasi ignorarti mentre osservi la foresta.

fotografia  monkey forest ubud
tabellone, come comportarsi con le scimmie
Mappa foresta

Le scimmie di Ubud, invece, si collocano a metà strada: curiose, intelligenti e parecchio abituate all’uomo, si avvicinano spesso ai visitatori, ma restano pur sempre animali selvatici. Con un po’ di attenzione e rispetto, puoi camminare tra loro in piena serenità.

Cosa evitare

  • Non portare cibo o bottiglie in vista: le scimmie lo notano subito.
  • Evita occhiali, gioielli o sacchetti, possono attirare la loro curiosità.
  • Non fissarle negli occhi: per loro è un segno di sfida.
  • Non toccarle, anche se sembrano tranquille o si avvicinano da sole.
  • Se una ti sale addosso, resta fermo e calmo: scenderà da sola dopo pochi secondi.

Queste accortezze non sono solo suggerimenti, ma regole fondamentali per una convivenza pacifica. Se vuoi approfondire le linee guida ufficiali sulla sicurezza e il benessere degli animali, puoi consultare la sezione dedicata sul sito ufficiale della Monkey Forest.

Biglietti, orari e durata della visita

  • Orari: 9:00 – 18:00, ultimo ingresso ore 17:00.
  • Prezzi: 80.000 IDR feriali, 100.000 IDR weekend.
  • Bambini sotto i 12 anni e locali: tariffe ridotte.
  • Durata media: 1–2 ore.
  • Pagamenti accettati: contanti e carte.

Ricorda però che per evitare le code all’ingresso e avere il trasporto incluso, la soluzione migliore resta prenotare un tour organizzato con ticket salta-coda.”

Dove si trova e come arrivare

La Forest si trova in Jl. Monkey Forest, Padangtegal, Ubud, nel cuore della zona più verde e vivace di Bali. A pochi minuti dal centro città ma sembra già un altro mondo: basta allontanarsi di qualche centinaio di metri dal traffico per ritrovarsi circondati da alberi altissimi e silenzio.

Puoi raggiungerla facilmente in motorino, il mezzo più comodo e usato a Bali, oppure in taxi locale se preferisci evitare di guidare. Se alloggi nel centro di Ubud, puoi anche arrivarci a piedi in circa 15–20 minuti: la strada che porta alla foresta, Jalan Monkey Forest, è una delle più caratteristiche, piena di piccoli negozi, caffetterie e botteghe artigiane.

C’è un ampio parcheggio all’ingresso, sorvegliato e ben organizzato. L’accesso è semplice e ben segnalato, ma ricorda che la zona tende a riempirsi rapidamente dopo le 10 del mattino — un motivo in più per visitarla presto e goderti l’atmosfera più calma del mattino.

Quando visitarla e consigli pratici

La visita alla Monkey Forest dura in genere tra un’ora e due ore, ma può variare a seconda del tempo che vuoi dedicare a passeggiare, osservare le scimmie o scattare fotografie. È un luogo che si vive meglio con calma, senza fretta, lasciando che sia la foresta a dettare il ritmo.

Il momento ideale per entrare è prima delle 9 del mattino, quando il sole è ancora basso e i sentieri sono tranquilli. Evita invece le ore centrali e i weekend, quando arrivano la maggior parte dei gruppi organizzati. Porta con te scarpe comode, abiti leggeri e lascia in hotel gli oggetti più vistosi o luccicanti — le scimmie notano tutto.

Ricorda che la foresta è anche un luogo sacro per gli abitanti del villaggio di Padangtegal: durante le cerimonie, è bene mantenere un comportamento rispettoso e discreto.

Proprio perché la visita non richiede troppo tempo, può essere una buona idea includere la Monkey Forest Ubud in un tour guidato, magari insieme ad altri luoghi imperdibili della zona come templi, terrazze di riso e villaggi artigianali. È un modo semplice per vivere Ubud senza pensieri, con una guida locale che conosce la zona.

Vuoi scoprire Ubud oltre la Monkey Forest?

Monkey Forest di Ubud o Sangeh?

Spesso vengono messe a confronto, ma in realtà la forestadi Ubud e la Sangeh non sono rivali: sono due esperienze diverse, entrambe affascinanti a modo loro.

Quella di Ubud è la più famosa di Bali — un luogo quasi leggendario, diventato simbolo della città e tappa immancabile per chi visita l’isola. Colpisce ancora prima di varcarne l’ingresso: le statue antiche scolpite nella pietra, il verde intenso che avvolge ogni cosa e quell’atmosfera mistica che sembra respirare tra le radici intrecciate degli alberi.

La Sangeh Monkey Forest, invece, ha un anima più intima e raccolta. Situata a circa 30 minuti da Ubud, deve la sua magia proprio alla posizione più isolata e meno battuta. A differenza di quella di Ubud, qui non troverai la folla dei grandi gruppi turistici, ma una foresta selvaggia e autentica, dominata da alberi di noce giganti e un silenzio rotto solo dai richiami della natura. Se cerchi un’esperienza fuori dai soliti circuiti, ti consiglio di leggere la mia guida completa alla Sangeh Monkey Forest, dove ti spiego perché questo luogo mi ha sorpreso così tanto.

Non è questione di scegliere quale sia “migliore”. Se resti a Bali per più di qualche giorno, il mio consiglio è di visitare entrambe: una ti mostrerà il lato più iconico e spirituale dell’isola, l’altra quello più naturale e incontaminato. Magari potresti farlo con un tour locale o semplicemente organizzandoti in autonomia — in ogni caso, sarà un’esperienza che ti farà vedere due anime diverse della stessa isola.

Domande frequenti

È sicuro visitare la Monkey Forest di Ubud con i bambini piccoli?

Sì, è una visita adatta anche ai bambini, purché si rispettino le regole del parco. Evita di portarli troppo vicino alle scimmie adulte e spiega loro di non toccarle o inseguirle. Le aree principali sono sicure e sorvegliate, ideali per un’esperienza educativa e divertente.

È permesso nutrire le scimmie o fare selfie con loro?

No, non è consentito portare o offrire cibo alle scimmie. Gli addetti possono, in alcuni casi, aiutarti a scattare una foto in sicurezza, ma è importante non forzare il contatto. Le scimmie sono curiose e si avvicinano spontaneamente: le migliori foto sono quelle naturali.

Qual è l’abbigliamento adeguato per visitare la Monkey Forest di Ubud?

Indossa abiti leggeri, scarpe comode e evita accessori vistosi come occhiali o gioielli. Essendo un luogo sacro, è consigliato un abbigliamento rispettoso, con spalle e gambe coperte se visiti i templi interni.

Serve prenotare in anticipo per visitare la Monkey Forest?

Non è obbligatorio, ma nei weekend o in alta stagione conviene prenotare online per evitare code all’ingresso. I tour organizzati includono spesso il trasporto da Ubud e la visita guidata ai templi della foresta.

Cosa non mi è piaciuto

C’è una cosa che, devo ammettere, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Come nella Sangeh Monkey Forest, anche qui a Ubud si tende a spettacolarizzare troppo gli animali, dimenticando che restano pur sempre creature selvatiche, non attrazioni da toccare o fotografare a tutti i costi.

Ho visto visitatori cercare di accarezzarle, farsi selfie, e perfino qualche guardia che, per assecondare i turisti, richiamava le scimmie per farle salire sulle spalle delle persone.
Capisco l’entusiasmo — le scimmie sono irresistibili, curiose e spesso buffe — ma credo che il rispetto venga prima di tutto: rispetto per il luogo, che è sacro, e per gli animali, che vivono qui da sempre.

Visitare la Monkey Forest dovrebbe essere un modo per osservare, capire e ascoltare, non per forzare un contatto. Solo così si può cogliere davvero lo spirito di questo posto.


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Cacciatore di orizzonti

Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.

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