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Fotografia di Marisca Kadharmestan via Unsplash

Itinerario Flores completo: 7, 10 e 14 giorni, guida tappa per tappa

Indice

Prima di visitare un posto nuovo faccio sempre qualche piccola ricerca: mi serve per orientarmi, capire quanti giorni dedicarci e quali città vale davvero la pena vedere. Con Flores, però, è andata diversamente fin da subito. Quasi tutte le informazioni che trovavo in rete rimandavano al solo Parco di Komodo, mentre dell’entroterra si diceva poco o niente.

Risultato? Appena sono arrivato lo spaesamento è stato inevitabile. L’isola è enorme, le distanze pesano e una scelta sbagliata può farti perdere giorni interi. Da lì è nata la voglia di mettere ordine e costruire l’itinerario che avrei voluto trovare prima di partire.

Un percorso completo e concreto, pensato per capire dove andare e cosa vedere senza sprecare tempo in tratte inutili. Se hai 7, 10 o 14 giorni, ti assicuro che una struttura chiara farà la differenza tra inseguire tappe a caso e vivere davvero il viaggio.

Se invece, oltre alla scaletta giorno per giorno, vuoi una panoramica completa (zone, cosa aspettarti, consigli pratici e varianti possibili), qui trovi la mia Guida su Flores.

Flores in breve

Flores è una lunga lama montuosa: non sembra così sulla mappa, ma quando ci sei sopra capisci che è un’isola “da attraversare”, non da saltare a pezzi.

Le distanze non sono enormi in chilometri, ma lo diventano in ore: strade lente, curve continue, pause obbligate. Per questo i tempi contano più delle tappe: se non dai un ordine logico al percorso finisci per bruciare giorni solo per spostarti.

La regola base è semplice: o procedi da ovest verso est, o al contrario. La struttura non cambia, cambia solo l’ordine con cui incontrerai villaggi, montagne, laghi e coste.
Quindi puoi partire da Labuan Bajo o da Maumere senza stravolgere nulla: è lo stesso viaggio raccontato al contrario.

Logistica per partire

Flores non ha mille porte d’ingresso, e questa è una fortuna perché ti semplifica subito la rotta. Di solito si entra da Labuan Bajo, lo snodo più comodo per chi arriva da Bali o dal resto dell’Indonesia occidentale. L’altra porta naturale è Maumere, all’est, perfetta se arrivi con un volo interno o se preferisci partire dall’altro lato dell’isola.

Nel mezzo c’è anche Ende, che per alcuni diventa un ingresso alternativo sensato, soprattutto se devi incastrare i voli o spezzare la traversata quando il tempo è poco. In ogni caso vale una regola semplice: l’itinerario è reversibile. Cambia il verso, non cambia il senso. Se parti da ovest incontri le tappe in un ordine; se parti da est le ritrovi al contrario.

Quindi non farti bloccare dalla domanda “da dove devo partire?”. Scegli in base a come arrivi e a come riparti. Il percorso funziona comunque: conta seguire la logica delle tappe e dei tempi, non il verso della freccia.

Documenti, visto e salute

Per entrare in Indonesia ti serve un passaporto con almeno 6 mesi di validità residua e, in genere, una prova di uscita dal Paese (volo di ritorno o onward ticket). Per turismo la soluzione standard è la Visa on Arrival (VoA) da 30 giorni, estendibile una volta per altri 30. Puoi farla in due modi:

  • VoA in aeroporto all’arrivo.
  • e-VoA online prima di partire, stessa durata e stesse regole, ma con molta meno burocrazia sul posto.

Il mio consiglio è atterrare già con tutti i documenti pronti in versione elettronica: risparmi file e stress appena scendi dall’aereo. La richiesta si fa sul sito ufficiale dell’immigrazione indonesiana: carichi passaporto, foto e dettaglio del volo in uscita, paghi con carta e ti arriva il visto via mail. Tempo perso: quasi zero. Se vuoi una guida passo-passo per scegliere il visto giusto, capire costi reali, tempi e procedura senza errori, ti lascio qui il mio approfondimento: Visti per Bali e Indonesia: guida completa.

Ultima cosa, ma fondamentale: Flores è un’isola grande e un itinerario così significa spostamenti lunghi e imprevisti possibili. Mai partire senza Assicurazione! clicca sul box ed ottieni uno sconto del 10% con Heymondo.

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Come muoversi sull’isola

A Flores la scelta del mezzo è una delle poche cose che ti cambia davvero il viaggio, quindi la chiarisco qui e non la ripeto poi città per città. Il consiglio principale che mi sento di dare è uno: motorino.

Le due ruote ti danno una libertà che qui fa la differenza. Le strade sono lente, i tempi si allungano e l’isola va attraversata con logica. In scooter arrivi ovunque senza dipendere da orari o contrattazioni continue, puoi fermarti quando vuoi, deviare per un punto panoramico, entrare in villaggi e stradine dove l’auto non passa o non ha senso. Il motorino è anche il modo migliore per “sentire” Flores: ritmo tuo, nessun filtro, zero attese.

Se non te la senti di guidare o non hai pratica, allora sì: driver privato o tour organizzati funzionano e ti salvano la logistica sulle tratte lunghe. Ma se hai un minimo di confidenza, lo scooter resta la scelta più pratica per esplorare l’isola.

Quando andare a Flores

Quando andare a Flores, sulla carta, sembra una scelta lineare: clima tropicale, caldo costante e due stagioni abbastanza definite. Nella pratica, però, l’isola non si comporta allo stesso modo ovunque. Sulle coste è facile trovare giornate limpide e sole pieno, mentre nell’interno basta salire di quota perché il meteo cambi rapidamente.

A Ruteng e Bajawa, per esempio, ho incontrato pioggia quasi costante anche nel “periodo giusto”. Per questo sì, scegliere la stagione aiuta, ma conviene partire sapendo che nell’entroterra può piovere anche in secca: così eviti aspettative irreali e ti organizzi con più lucidità.

  • Stagione secca (aprile–ottobre, spesso buona fino a inizio novembre):
    È il momento migliore per attraversare Flores con meno intoppi. Piove meno, le strade sono più gestibili e i tempi di trasferimento diventano più prevedibili. Sulle coste la differenza si sente parecchio, con giornate generalmente stabili. Nell’interno, però, qualche scroscio resta sempre possibile.
  • Stagione delle piogge (novembre–marzo):
    Qui le piogge aumentano davvero: più frequenti, più forti e spesso più lunghe. Il viaggio resta fattibile, ma devi mettere in conto ritardi, strade più lente e qualche tappa da riorganizzare al volo. Se vuoi fare itinerari lunghi e ottimizzati, è il periodo meno comodo.

Cosa vedere a Flores (mappa + tappe principali)

Labuan Bajo

Come arrivare / ripartire
Labuan Bajo è una delle porte più naturali per entrare a Flores, e non solo in aereo. Io ci sono arrivato via mare da Sumbawa, sbarcando al porto: già questo ti fa capire che qui passa tutto il traffico dell’isola, tra barche, viaggiatori, mezzi e servizi. Se arrivi dall’est trovi collegamenti via terra abbastanza diretti; se atterri in aeroporto, da qui inizi la traversata senza complicazioni. In ripartenza vale lo stesso: puoi chiudere il giro tornando a Bajo oppure usarla solo come ingresso e uscire dall’altro lato dell’isola.

una strada di Bajo
barche a Labuan BAjo
fisa su Labuan Bajo a Flores

Cosa fare e cosa vedere
Labuan Bajo è piccola e compatta, ma resta la città più organizzata di Flores. L’ho adorata: mi ha stupito per quell’aria quasi mediterranea e per i panorami che si aprono ovunque. Si affaccia sul mare e ci vive dentro, tra porticciolo, centri diving, escursioni giornaliere e ristoranti con vista sulla baia. Qui trovi lo spazio giusto per prendere fiato, orientarti e mettere ordine alle idee prima di spingerti verso l’entroterra. A mio avviso, Bajo regala le albe e i tramonti più belli di tutta l’isola: davanti mare infinito, sullo sfondo Komodo che restituisce un’immagine da cartolina. inoltre, se vuoi visitare il famoso parco, sappi che le crociere partono tutte da qui; se non ti interessa, Labuan Bajo funziona comunque benissimo per atmosfera e servizi.

Quanto restare
Senza crociere lunghe, due giorni sono perfetti: uno per città e viewpoint, uno per mare. Poi si riparte verso l’interno.

Ruteng

Come arrivare / ripartire
Lasciata Bajo, la strada verso Ruteng è già una tappa nel senso pieno del termine. Si entra nell’interno e il paesaggio cambia a ogni curva: verde ovunque, colline che si aprono e si richiudono, piccoli viewpoint naturali lungo la Trans-Flores. Poco prima di arrivare si incontrano le Spider Web Rice Terraces di Cancar, con il classico punto panoramico sulla collina che le guarda dall’alto: vale la sosta, anche solo per capire quanto l’agricoltura qui sia parte del paesaggio. I tempi reali per arrivare a Ruteng sono 4–5 ore, più per il ritmo lento della strada e le soste inevitabili che per i chilometri in sé. Da qui poi riparti verso Bajawa e l’est seguendo la stessa dorsale.

Cosa fare e cosa vedere
Ruteng è la prima città dove, dopo la costa, senti davvero la vera aria di Flores: più fresca, più verde, più autentica. Mi è piaciuta proprio perché non sembra costruita per piacere a qualcuno: è vita quotidiana, senza filtri. Il posto che mi è rimasto più addosso è il mercato. Caotico al punto giusto, rumoroso, pieno di volti e di cose vere: è lì che Flores smette di essere un’idea e diventa un posto reale.

In città vale un giro nella cattedrale e nelle strade attorno, giusto per respirare quell’atmosfera tranquilla da altopiano. Nei dintorni, invece, c’è la grotta di Liang Bua, dove sono stati trovati i resti dell’Homo floresiensis: una deviazione semplice, a meno di un’ora, ma con un peso storico enorme. Da Ruteng poi si aprono diverse opzioni di villaggi tradizionali Manggarai, ognuna con un impegno diverso:

Se vuoi capire quali scegliere e cosa aspettarti (regole, atmosfera, tempi e differenze), ho raccolto tutto qui: I villaggi tradizionali di Flores.

il mercato di Ruteng a Flore
Ruteng Market
motorino al mercato di Flores
  • Ruteng Pu’u è il più immediato, a pochi minuti dal centro, perfetto se vuoi vedere le case circolari e il cuore rituale del villaggio senza incastrare mezza giornata.
  • Todo Village / Compang Todo è una valida alternativa più “fuori rotta”, a circa un’ora e mezza di strada: meno battuto, molto autentico, e bello proprio perché ti fa uscire dal giro standard.
  • Wae Rebo, invece, è l’esperienza più impegnativa: richiede più tempo, almeno una notte fuori e un trekking vero. Se hai giorni extra e voglia di camminare, è una delle cose più forti della zona. Se sei tirato coi tempi, meglio non infilarla a forza.

Quanto restare
Qui una notte piena (o un giorno e mezzo) è l’equilibrio giusto: mercato, città, una deviazione nei dintorni e almeno un villaggio. Ruteng è una tappa da respirare, non da spuntare in fretta, e poi si riparte verso est.

Bajawa

Come arrivare / ripartire
Da Ruteng a Bajawa è un trasferimento lungo, ma lineare: si resta sull’asse centrale dell’isola e si continua a salire di quota. In media ci vogliono circa 4–5 ore, con strada lenta e curve costanti. Arrivando da ovest, Bajawa è la tappa naturale dopo Ruteng; andando verso est, da qui si prosegue poi verso Moni/Kelimutu. È uno di quei punti che si incastrano bene nell’itinerario perché sta esattamente nel cuore montuoso di Flores.

Cosa fare e cosa vedere
Bajawa è dominata dal profilo del Monte Inerie, e già questo le dà un carattere unico. Il clima è più fresco rispetto alla costa e l’atmosfera cambia: colline verdi, aria sottile, ritmo tranquillo da cittadina d’altopiano. La zona è famosa per i villaggi tradizionali Ngada, e vale davvero la pena dedicarci tempo perché sono tra le esperienze più forti dell’entroterra.

Il più accessibile e scenografico è Bena, a mezz’ora di scooter: pietre megalitiche, case allineate, il vulcano sullo sfondo. Se invece vuoi qualcosa di più isolato e meno battuto, ci sono villaggi come Tolo Lela o Belaraghi, più lontani ma molto più “crudi” e autentici.

Bajawa hot Spring
cascate a Bajawa - isola di Flores
Una strada di Flore

L’altra faccia di Bajawa sono le hot springs. Ce ne sono diverse nei dintorni e, dopo ore di strada, entrarci è quasi terapeutico: acqua calda naturale, verde attorno, e il corpo che finalmente si scioglie. Non è “la spa della vita”, ma è il genere di pausa che qui ha senso fare. Al tramonto, uno dei momenti migliori è salire a un viewpoint sopra la città: da lassù il Monte Inerie si prende tutta la scena e capisci quanto Bajawa sia incastrata in un paesaggio vulcanico enorme.

Se hai “gamba” e ti attira l’idea, da qui parte anche il trek del Monte Inerie: è impegnativo, su terreno vulcanico instabile, e va affrontato con rispetto (meglio partire presto e valutare una guida se non sei super sicuro). Come uscita semplice nei dintorni c’è anche una cascata vicina alla città, facile da raggiungere e perfetta se vuoi spezzare la giornata senza farti un’altra traversata infinita.

Quanto restare
Bajawa merita almeno due notti: una per villaggi + hot springs con calma, una per viewpoint/tramonto e, se ti va, una giornata dedicata al Monte Inerie o alle deviazioni più lontane. È una tappa che funziona meglio se non la fai di corsa.

Riung

Come arrivare / ripartire
Riung è la deviazione “a nord” dell’itinerario. Non ci capiti per caso: ci vai perché vuoi vedere il mare da un’altra prospettiva, più quieta e meno battuta. Di solito la si raggiunge da Bajawa con una traversata nell’interno che poi scende verso la costa nord (circa mezza giornata di strada, ma oggi l’asfalto è molto più scorrevole rispetto a qualche anno fa). Da qui puoi rientrare sulla dorsale tornando verso Bajawa oppure proseguire verso est passando da Ende/Moni.

Cosa fare e vedere
Riung è un villaggio di pescatori piccolo, rilassato, con quell’aria di posto “fuori rotta” che a Flores pesa come oro. Non ha mille attrazioni: il motivo per cui vale la deviazione è uno solo, ed è enorme. Dal porto partono le barche per il 17 Islands Marine Park, un arcipelago di isolette disabitate dove la giornata scorre tra spiagge vuote, snorkeling in acqua chiarissima e soste lente senza rumore intorno.

È il classico island hopping semplice e genuino: sali in barca al mattino, giri 2–3 isole, fai snorkeling, ti fermi a mangiare pesce sulla spiaggia e rientri nel pomeriggio. Il villaggio in sé è una una bella pausa: mare, pescatori e un ritmo più basso che ti rimette in pari con l’isola.

Quanto restare
Qui ha senso fermarsi una notte (due se vuoi viverla ancora più lenta). Arrivi, dormi, il giorno dopo fai le 17 isole e riparti. Se non ti interessa il mare e lo snorkeling, la deviazione non è indispensabile; se invece cerchi una giornata di oceano vero, Riung è l’unica tappa del nord che vale davvero il giro.

Ende

Come arrivare / ripartire
Ende è una tappa che molti attraversano senza pensarci troppo, quasi fosse solo un nome sulla Trans-Flores. In realtà è una città che mi è piaciuta molto e che merita almeno una sosta vera. C’è anche l’aeroporto H. Hasan Aroeboesman (ENE), dettaglio tutt’altro che secondario: Ende può diventare sia un punto d’ingresso comodo, sia un’uscita “di sicurezza” se vuoi incastrare meglio i tempi del viaggio.

Arrivando da Bajawa si scende verso la costa sud e, con mezza giornata di strada reale, si arriva in città; da qui poi si prosegue verso Moni e Kelimutu con un trasferimento simile. Ende, insomma, non è solo passaggio: è uno snodo logistico intelligente e una pausa che a mio avviso ha senso vivere, non solo attraversare.

Cosa fare e vedere
Ende mi è sembrata una pausa diversa dalle tappe d’altopiano: più urbana, più vissuta, meno “cartolina”, e proprio per questo diventa interessante. È una città di mare, con un porto e una vita quotidiana che scorre senza troppe pose.

Se ti piace osservare la realtà locale, qui funziona bene un giro lento tra strade centrali e mercato, dove l’isola torna a essere concreta e non solo itinerario. Nei dintorni ci sono due cose che valgono una deviazione breve: la Blue Stone Beach, una spiaggia di ciottoli blu/verde scuro che sembra uscita da un’altra isola, e qualche tratto di costa poco battuta dove fermarti giusto per respirare l’oceano senza folla. Ende ha anche un lato storico forte (qui Sukarno fu esiliato), quindi se ti interessa quel pezzo di Indonesia trovi piccoli luoghi e memorie legate a quel periodo.

Quanto restare
Qui basta una notte: arrivi, ti vivi la città e un po’ di mare senza correre, e il giorno dopo riparti verso Moni. Se sei stretto coi giorni può anche restare una tappa di passaggio — tanto per arrivare a Moni ci passi comunque — ma darle almeno qualche ora piena la trasforma in qualcosa di più di uno stop tecnico.

Moni

Come arrivare / ripartire
Moni è una base minuscola incastrata sulla dorsale di Flores. Se arrivi da Ende, la tratta è breve: segui la Trans-Flores e poi risali leggermente verso l’interno, in genere sono necessarie circa 1,5–2 ore. Se invece arrivi da Bajawa, il trasferimento è molto più lungo: anche senza fermarti a Ende, la strada passa comunque da quella zona, quindi per arrivare fino a Moni servono 5–6 ore totali. Da qui poi prosegui verso Maumere, oppure ti prendi la deviazione al mare prima di continuare.

Cosa fare e vedere
Moni è davvero minuscola, poco più di una strada con guesthouse e quattro o cinque warung dove poter mangiare. la definirei come la tappa più rilassante di tutta l’isola: quieta, verde, con un ritmo che ti rimette in pari col viaggio. Qui si viene per il Monte Kelimutu. Moni è la base naturale per salire ai tre laghi vulcanici: ti svegli presto, parti, fai la salita e rientri senza logistiche inutili. L’alba è l’opzione classica, ma se hai margine puoi salire anche più tardi e viverlo con meno gente e più calma.

Oltre al Kelimutu, ci sono un paio di extra che completano benissimo la tappa. Le cascate nei dintorni valgono la sosta perché sono praticamente sulla strada: pochi minuti di deviazione e ti ritrovi nella giungla. Ci sono anche hot springs tranquille e poco frequentate; quando ci sono andato ero praticamente da solo, acqua calda naturale e silenzio totale.

io al Kelimutu park
trekking al Kelimutu
i laghi di Flores

Sappi che la vita aMoni inizia prestissimo: alle sei il villaggio è già sveglio. La sera, invece, si spegne in fretta e dopo le otto trovi quasi tutto chiuso. Qui ha senso adattarsi: sveglia presto, cena presto, e serata calma.

Quanto restare
Una notte piena è il minimo per fare il Kelimutu senza correre. Se puoi, fermarti due notti è la scelta migliore: ti godi cascate e sorgenti termali con calma e ti resta una giornata di mare. Da Moni puoi scendere a Koka Beach (secondo me la spiaggia più bella dell’isola): io ho fatto Maumere al mattino e Koka nel pomeriggio, ed è stata una delle giornate più forti del viaggio. Se invece hai i giorni contati, puoi tirare dritto a Maumere e tenere Koka come sosta veloce lungo la strada.

Maumere

Come arrivare / ripartire
Maumere è la grande uscita a est di Flores e, volendo, può anche essere un ingresso alternativo. La città ha un aeroporto vero e proprio, il Frans Xavier Seda (MOF), quindi se inizi l’itinerario da questo lato o vuoi accorciare i tempi con un volo interno, Maumere è lo snodo giusto.Da Moni ci arrivi in mezza giornata abbondante di strada verso costa, e da qui poi puoi ripartire in aereo oppure continuare verso Larantuka se stai spingendo fino all’estremo dell’isola.

Cosa fare e vedere
Te lo dico senza girarci troppo attorno: Maumere è stata la tappa che mi ha entusiasmato di meno. È una città più “funzionale” che scenografica, con poco da vedere rispetto alle tappe dell’interno. Il mercato è la cosa più viva, ma si sviluppa lungo una via principale, quasi come un mercato di strada continuo: interessante se vuoi osservare la vita locale, ma non è una di quelle esperienze per cui ci resti a lungo.
Le spiagge nei dintorni sono carine come colpo d’occhio, ma quando ci sono stato io erano anche molto sporche, e questo toglie parecchio. Detto questo, se hai voglia di mare e snorkeling, Maumere può funzionare come base per qualche uscita breve sulla costa o verso isole vicine, ma io personalmente l’ho vissuta più come tappa di passaggio che come meta.

Quanto restare
Secondo me ha senso fermarsi solo se hai un itinerario lungo (10–14 giorni) o se ti serve l’aeroporto per incastrare voli. Altrimenti basta una sosta veloce: una notte, giusto il tempo di vedere il mercato, mangiare qualcosa e ripartire. Se sei stretto coi giorni, meglio investire quel tempo su tappe che a Flores rendono di più.

Se vuoi inserire Komodo nel viaggio, qui sotto trovi alcune escursioni utili da Labuan Bajo, sia in giornata che su più giorni.

NB. Negli itinerari che seguiranno, ho lasciato fuori la crociera al Parco di Komodo. Non perché non valga la pena, ma perché è una cosa che puoi gestire tranquillamente in autonomia una volta arrivato a Labuan Bajo. Le opzioni sono tante — escursioni in giornata o crociere di più giorni — quindi ha più senso che sia tu a decidere se e come incastrarla, in base al tempo che hai e al tipo di esperienza che cerchi.

Itinerario di una settimana a Flores (7 giorni)

Versione essenziale: attraversi l’isola senza deviazioni, tenendo solo le tappe davvero centrali.

  • Giorno 1–2: Labuan Bajo
    Arrivo, ambientamento e un giorno pieno per mare / viewpoint.
  • Giorno 3: Ruteng
    Trasferimento nell’interno con sosta alle Spider Rice Terraces lungo strada.
  • Giorno 4–5: Bajawa
    Una giornata di arrivo + una giornata piena per villaggi e hot springs.
  • Giorno 6: Ende
    Tappa di passaggio obbligata sulla dorsale sud: ci dormi e spezza bene il viaggio.
  • Giorno 7: Moni + Kelimutu
    Base per i laghi vulcanici, poi chiusura dell’itinerario verso est.

Logica: in una settimana non ha senso infilare il nord (Riung) o giornate extra. Questa è la rotta minima che non ti fa correre a vuoto.

Itinerario di 10 giorni a Flores

Versione equilibrata: stessa dorsale, ma con una deviazione nord e un po’ più di respiro.

  • Giorno 1–2: Labuan Bajo
    Due giorni pieni per partire bene e non entrare subito in modalità “trasferimenti”.
  • Giorno 3–4: Ruteng
    Arrivo dall’ovest + giornata piena per mercato, città e dintorni.
  • Giorno 5–6: Bajawa
    Arrivo + giornata piena per villaggi Ngada, hot springs e viewpoint sul Monte Inerie.
  • Giorno 7–8: Riung e 17 Islands Marine Park
    Deviazione a nord con una notte in paese e un giorno intero in barca tra le isole.
  • Giorno 9: Ende
    Rientro sulla dorsale e stop tecnico sensato prima di Moni.
  • Giorno 10: Moni + Kelimutu
    Salita ai laghi e chiusura rilassata del viaggio.

Logica: 10 giorni sono il primo taglio in cui Riung “entra bene” senza distruggere i tempi. Ti porti a casa anche il mare del nord.

Itinerario di due settimane a Flores (14 giorni)

  • Versione completa: percorri l’isola con margine vero, inserendo villaggi extra e mare est. È il formato migliore se vuoi viverla davvero tutta.
  • Giorno 1–2: Labuan Bajo
    Partenza morbida: arrivo + mare / panorami senza fretta.
  • Giorno 3–5: Ruteng
    Un giorno di arrivo e due giorni pieni: mercato, grotta di Liang Bua, Ruteng Pu’u e, se vuoi, Todo/Compang Todo come villaggio alternativo.
  • Giorno 6–8: Bajawa
    Tre giorni con ritmi umani: villaggi, hot springs, tramonto sul vulcano e un giorno cuscinetto per trekking Inerie o deviazioni più autentiche.
  • Giorno 9–10: Riung e 17 Islands
    Deviazione nord fatta bene: una giornata di arrivo lenta e una giornata intera in barca.
  • Giorno 11: Ende
    Passaggio obbligato, ma con tempo per viverla qualche ora.
  • Giorno 12–13: Moni + Kelimutu
    Due notti per salire ai laghi e goderti cascate, hot springs e ritmo da villaggio.
  • Giorno 14: Maumere + Koka Beach
    Chiusura sul mare est: Maumere come uscita logistica e Koka come giornata di spiaggia vera.

Logica: in due settimane Flores non si attraversa soltanto, si assorbe. Hai giorni extra da dedicare (Ruteng, Bajawa, Moni) e chiudi con il mare più bello.

Consigli utili

Costi e budget

Flores non è cara in assoluto, però rispetto a Bali o Lombok si sente un gradino sopra. Lo scooter resta il modo migliore per tenere basso il budget: il noleggio giornaliero si aggira sui 9–12 dollari al giorno, un po’ più alto della media indonesiana, ma con mezzi quasi sempre in buone condizioni.

Al momento dell’affitto, non lasciare il passaporto come garanzia: meglio una copia o una piccola cauzione in contanti, mentre il documento resta con te. La benzina costa poco, cirac 10.000 rupie al litro: ovvero 0,50 centesimi di €

Sugli alloggi, fuori da Labuan Bajo e in parte Ruteng gli ostelli quasi spariscono; da backpacker finirai spesso in stanze private semplici ma pulite, dai 10–15 euro in su. Salendo di livello, soprattutto tra Moni e Kelimutu, trovi lodge panoramici e resort che possono diventare la voce più pesante del viaggio.

Sicurezza ed errori da evitare

Guidare a Flores non è difficile per come sono fatte le strade principali, che ho trovato in buone condizioni. Il vero rischio è sottovalutare i tempi: qui contano le ore più dei chilometri, e una tappa messa male ti brucia mezza giornata. Fuori dai centri non aspettarti regole rigide: camion e sorpassi improvvisi sono normali, quindi guida difensivo e resta sempre attento. Parti presto perché la luce cala in fretta,

Soldi, SIM e ATM

Flores mi ha sorpreso in positivo: gli ATM nelle città principali hanno funzionato senza problemi. Fuori da Labuan Bajo vale la stessa regola che trovi in molte zone dell’Asia: cibo, alloggi e spese quotidiane si pagano sempre in contanti, quindi conviene tenere una scorta cash e non ridursi all’ultimo prelievo.

La SIM è stata una delle note migliori del viaggio: con Telkomsel ho avuto copertura praticamente ovunque. Quando piove o le nuvole calano sull’entroterra, può capitare che il wifi delle strutture ricettive salti; a mia grande sorpresa, invece, il piano dati ha continuato a reggere senza problemi. Il consiglio che mi sento di darti è semplice: prendi subito una SIM con tanti giga, perché tra navigatore social e ricerche i giga finiscono in fretta. Io, per per un pacchetto da 40 GB ho speso circa 12€

Prima di chiudere

Flores è una terra bellissima, e vale davvero la pena spingersi fin qui con il tempo giusto e un itinerario completo. Non è un’isola “da saltare a pezzi”: le distanze si sentono, i trasferimenti possono essere lunghi e, proprio perché è ancora una meta poco battuta, non sempre è immediato orientarsi o trovare informazioni chiare sul posto.

Per questo ho costruito questa rotta con una logica precisa: è l’itinerario che avrei voluto avere io prima di partire, soprattutto se hai 7, 10 o due settimane e vuoi vedere il meglio senza sprecare giorni in tratte inutili.

Al netto della strada, Flores è un’isola tranquillissima, verde, autentica. Perfetta se cerchi un mix vero di serenità e avventura: villaggi, montagne, laghi vulcanici, coste silenziose e un ritmo che ti fa rallentare senza annoiarti. Finché ti allontani dal Parco di Komodo, il turismo resta leggero e la sensazione di vivere l’isola “per davvero” è una delle cose che ho apprezzato di più.

Se hai dubbi su tappe, tempi o vuoi adattare l’itinerario al tuo viaggio, scrivimi pure nei commenti o in privato: sono felice di darti una mano e raccontarti qualcosa in più.

Vuoi organizzare le tappe senza perdere tempo sul posto? Qui sotto trovi le migliori esperienze e tour a Flores da prenotare al volo, così ti concentri solo sul viaggio.


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Cacciatore di orizzonti

Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.

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