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Fotografia di vherliann via Unsplash

Sumbawa, Indonesia: l’isola dei silenzi, del mare e dell’avventura

Indice

In Indonesia si contano più di 17.000 isole, eppure la maggior parte dei viaggiatori segue sempre le stesse rotte: Bali, Lombok, Java e le Gili. Luoghi splendidi, certo, ma ormai saturi e iper-turistici, dove la magia dell’autenticità si percepisce sempre meno. Basta però spingersi un po’ oltre per scoprire un’altra Indonesia: un arcipelago fatto di isole silenziose e strade vuote, dove la vita scorre lenta, lontana dai resort e dal rumore.

Sumbawa è una di queste Isole. Si trova a poche ore di nave da Lombok, nella provincia di nusa tenggara occidentale. Fa anch’essa parte delle isole della Sonda, ma sembra appartenere a un altro mondo. Un luogo primitivo, rudimentale, quasi dimenticato: qui non ci sono locali alla moda né bar sul mare, ma villaggi semplici e panorami selvaggi.

A Sumbawa puoi viaggiare per chilometri senza incontrare nessuno, e forse è proprio questo il suo fascino più grande: l’assenza del turismo. La sensazione costante di avere l’isola tutta per sé. Un luogo che non definirei accomodante, ma perfetto per chi cerca un’Indonesia vera, cruda e ancora incontaminata. Quella che ti propongo non è la classica guida su Sumbawa, ma un racconto a 360° di una delle isole più selvagge dell’Indonesia.

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Come arrivare a Sumbawa

Partendo da Lombok, è possibile prendere il ferry dal porto di Pelabuhan Kayangan verso quello di Poto Tano, il principale punto d’ingresso dell’isola. La traversata dura circa un’ora e mezza. Le navi partono più o meno ogni due ore durante tutta la giornata. Nei giorni di maggiore affluenza, invece, partono non appena si riempiono.

Il viaggio è tranquillo e per nulla faticoso — puoi sederti sul ponte, guardare il mare e goderti la traversata senza stress, mentre in lontananza iniziano ad apparire le coste di Sumbawa. Se invece prosegui verso est, il porto di Sape, vicino a Bima, è il punto di partenza per raggiungere in traghetto l’isola di Flores.

Se preferisci volare, hai due aeroporti a disposizione, entrambi collegati con Lombok (LOP) e Bali/Denpasar (DPS) tramite voli domestici giornalieri.

  • Sultan Muhammad Kaharuddin III Airport (SWQ) – si trova a Sumbawa Besar, nella parte occidentale dell’isola. Il più comodo se vuoi esplorare zone come Maluk, Taliwang o l’isola di Moyo. I voli da Lombok o Bali durano circa 40-50 minuti, e rappresentano la soluzione più semplice per chi arriva da ovest.
  • Sultan Muhammad Salahuddin Airport (BMU) – si trova a Bima, nella parte orientale. È utile se hai intenzione di spingerti verso est o proseguire il viaggio fino a Flores, visto che il porto di Sape (da cui partono i traghetti per Flores) dista solo un’ora di strada.

Cosa fare e cosa vedere a Sumbawa

Quando ci si chiede cosa fare a Sumbawa, la risposta non è immediata. Non è un’isola costruita per i turisti, e forse è proprio questo il suo fascino: strade lunghe e isolate, piccole città polverose, spiagge deserte e un mare potente ti accompagneranno ad ogni spostamento. Se arriverai sin qui dovrai entrare nell’ottica di dover esplorare, e alla volte, di vagare anche un pò a caso.

Spiagge e mare

Il mare di Sumbawa è grezzo e autentico, con acque cristalline e spiagge ancora poco conosciute, spesso nascoste dalla fitta vegetazione. Lungo la costa troverai diversi spot per il surf: alcuni perfetti per chi è alle prime armi, altri — come Scar Reef o Supersuck — riservati a chi ha esperienza e un po’ di coraggio. Tra una baia e l’altra ci sono i tramonti: intensi e silenziosi, capaci di trasformare anche la giornata più semplice in un momento spettacolare.

Se visiterai l’isola, ricorda che: tutte le spiagge sono precedute dalla parola “Pantai”, che in indonesiano significa proprio spiaggia. È un dettaglio semplice ma che dà subito il senso del luogo.

Tra le spiagge che ho visitato, Pantai Maluk è probabilmente la più conosciuta e frequentata del sud-ovest: un lungo arco di sabbia chiara dove il mare cambia colore a ogni ora del giorno. Piena zeppa di coralli e conchiglie, tanto che in certi punti sembra di camminare su un letto di frammenti bianchi. Pantai Glampar, invece, è più tranquilla e isolata, perfetta per chi cerca un posto dove fermarsi in silenzio a guardare il mare senza nessuno intorno.

Costa Indonesiana
Spiaggia di coralli
Coralli Rossi - Maluk beach

Spostandosi un po’ più lontano si trovano anche Pantai Jelenga, famosa tra i surfisti per l’onda “Supersuck”, Pantai Yoyo, adatta sia ai principianti che a chi ha già esperienza, e Pantai Rantung, dove il tramonto infiamma letteralmente l’infinito.

Le spiagge di Sumbawa sono tutte diverse tra loro, ma hanno qualcosa in comune: la sensazione di libertà assoluta. Non troverai locali alla moda o stabilimenti, ma spazi aperti, silenzio e natura — il mare è sempre il protagonista, senza filtri.

Cascate e natura

Cosa Vedere a Sumbawa oltre il mare? L’isola non è particolarmente famosa per le cascate, ma ti assicuro che alcune meritano la visita. Più che per la loro imponenza direi per l’atmosfera selvaggia e silenziosa. Mi è capitato di trovarmi completamente da solo, circondato dal rumore dell’acqua e dalla giungla. Una sensazione difficile da descrivere.

Essendo un’isola primitiva le cascate mantengono un fascino intatto, anche se non sempre facili da raggiungere o ben curate. Se ti stai ancora chiedendo cosa fare a Sumbawa, il mio consiglio è di esplorare almeno una.

Le Air Terjun Semporon, poco sotto Taliwang, prima di arrivare a Maluk, sono indicate come le migliori del sud. In realtà, la mia esperienza è stata deludente: quando ci sono stato erano quasi completamente secche e l’area intorno appariva sporca e piena di plastica. Raggiungerle non è semplice: mancano indicazioni e le varie mappe sono poco attendibili. Ti direi di passarci solo se hai qualche ora libera, più per curiosità che per reale interesse paesaggistico.

Le Air Terjun Perpas, invece, sono state una sorpresa inaspettata. Ci sono arrivato senza aspettative, solo per curiosità. Si trovano pochi chilometri sotto Maluk Beach e, anche se nessuna guida lo accenna, per raggiungerle bisogna camminare per circa mezz’ora attraverso la vegetazione.

Waterfall Maluk
fuoco in una cascata
cascate Maluk

Si lascia il motorino lungo la strada e si prosegue a piedi, in un silenzio quasi totale. Alla fine del sentiero si apre una grande piscina naturale dove puoi tuffarti o nuotare in tranquillità. È stato uno di quei momenti che restano impressi: ho incontrato alcuni ragazzi del posto che pescavano scampi nelle acque della cascata. Li abbiamo cotti insieme sulle pietre calde.

Le cascate dell’isola di Moyo, al largo della costa nord, sono state senza dubbio le mie preferite, e tra le più belle che abbia mai visto in Asia. Mojo è famosa le Mata Jitu, le “cascata di Lady Diana”, si dice che la principessa si fermò qui durante una visita privata negli anni ’90. Mata Jitu è un luogo che unisce natura e leggenda: pozze turchesi, terrazze in pietra e una giungla che avvolge tutto in un silenzio irreale.

Se vuoi ritagliarti un po’ di tempo per qualcosa di diverso dal solito, questa deviazione merita davvero: trovi qui la mia guida completa a Mojo Island. Una deviazione che merita davvero.

Scopri le migliori esperienze da vivere a Sumbawa: tour locali, escursioni e attività autentiche tra mare e natura.

Le città di Sumbawa

Chi arriva sull’isola si accorge subito che non si viene a Sumbawa per visitare le città, ma anche qui si nasconde una parte importante di ciò che vale la pena vedere. Attraversandole, si respira quella vita vera, ruvida e polverosa che racconta più di tante attrazioni turistiche.

Sono luoghi che ricordano quasi un Far West tropicale, dove si trova un po’ di tutto: officine improvvisate, mercati caotici, motorini ovunque e sguardi curiosi che ti seguono al passaggio.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Sumbawa oltre a spiagge e natura, queste piccole città sono una tappa che aiuta a capire davvero l’isola e la sua gente.

  • Sumbawa Besar
    È il capoluogo, situato nella parte occidentale dell’isola. Una città vivace e senza pretese. Utile come base di passaggio per chi arriva in traghetto o vuole esplorare le zone vicine, come la costa o le cascate dell’interno. Poche attrazioni vere e proprie, ma una buona occasione per immergerti nella quotidianità locale.
  • Bima
    All’estremità orientale si trova Bima, la città più grande dell’isola e quella con il maggior traffico. Non è una meta turistica, ma rappresenta il cuore economico e commerciale dell’isola. Qui si concentrano scuole, uffici e mercati, e si percepisce un’energia diversa: più frenetica, più moderna, ma sempre con quel fascino grezzo tipico dell’isola.
  • Taliwang
    Nel sud-ovest si trova Taliwang, una cittadina tranquilla che spesso funge da punto d’appoggio per chi esplora le spiagge di Maluk o le cascate vicine. È forse la più accogliente delle tre, anche se conserva l’aspetto semplice e polveroso tipico delle città di Sumbawa: piccole botteghe, warung affacciati sulla strada e un ritmo di vita che scorre lento, senza troppa fretta.

Altri luoghi da scoprire

Tra le esperienze più particolari che puoi vivere c’è la visita a Bungin Island, conosciuta anche come Boogeyman Island. Una porzione minuscola di terra considerata tra le più densamente popolate al mondo in rapporto alle sue dimensioni. Questo Lembo di modo è costruito interamente su una base di coralli e materiali di recupero. Le case sono quasi incollate, separate da stretti vicoli di sabbia e cemento.

Boogeyman Island nell'isola di Sumbawa
Sumbawa Bungin Island
Le case su palafitta a Bungin Island

Attenzione: non è una meta turistica nel senso “tradizionale” e va vissuta con rispetto. Per noi può sembrare un luogo insolito, quasi surreale — ma per chi ci vive questa è quotidianità, fatta di legami e sopravvivenza. Raggiungerla non è semplice: si trova lontano dalle zone più visitate dell’isola, ma proprio per questo offre uno spaccato autentico di vita locale, lontanissimo dal turismo come lo conosciamo.

Se ti stai ancora chiedendo cosa vedere a Sumbawa, ti direi di non perderti il Parco Nazionale del Monte Tambora, passato alla storia per l’eruzione del 1815, una delle più devastanti mai registrate. Oggi puoi salire fino al bordo del cratere, camminando tra paesaggi lunari e panorami che si aprono sull’oceano. L’escursione richiede tempo e un po’ di preparazione, ma regala una prospettiva diversa dell’isola: quella più aspra, selvaggia e isolata, dove la natura domina ancora tutto.

Infine, se ami la tranquillità e i paesaggi da cartolina, vale la pena fermarti a Pulau Kenawa, una piccola isola al largo della costa occidentale. È completamente disabitata, ricoperta di erba dorata e circondata da un mare cristallino. Puoi raggiungerla con una breve traversata in barca da Poto Tano e passare qualche ora in totale solitudine, nuotando o semplicemente camminando sulla sabbia con l’oceano tutto intorno. Un luogo semplice ma perfetto per chi cerca silenzio, spazio e autenticità.

Parti da Sumbawa Besar e lasciati guidare alla scoperta dell’isola: escursioni, avventure e luoghi ancora poco conosciuti.

Dove dormire a Sumbawa

Nell’isola non ci sono molti ostelli, anzi, praticamente sono inesistenti. La maggior parte degli alloggi disponibili sono guest house semplici e rudimentali, spesso composte solo da una stanza con un letto e nulla di più.

cielo e risaie in Indonesia
Pantai Maluk
spiagge deserte in Indonesia

In tutte le strutture dove ho soggiornato mancava sempre il lavandino del bagno. Non saprei dargli una spiegazione logica: semplicemente non c’era. Anche l’acqua calda è un lusso raro, ma sinceramente non ne ho mai sentito il bisogno. Le giornate sono così calde che ci si abitua in fretta: le cisterne sui tetti si scaldano naturalmente al sole e, fino a tarda sera, l’acqua resta tiepida e più che sufficiente per lavarsi.

I prezzi delle guest house si aggirano mediamente tra i 10 e i 15 euro a seconda della zona e della distanza dal mare. Ovviamente si può salire di livello, scegliendo hotel o resort: in quel caso i prezzi aumentano, ma per chi cerca un’esperienza local, le guest house restano la scelta più diffusa e caratteristica.

Ho prenotato quasi tutti gli alloggi con Agoda, un’app che di solito non utilizzo molto (preferisco Booking), ma che qui offre tariffe più basse di qualche euro. Ho notato anche che anche i gestori la preferiscono, quindi vale la pena dare un’occhiata prima di prenotare.

Quando visitare Sumbawa

Il clima segue lo stesso ritmo del resto dell’Indonesia, con una stagione secca e una stagione delle piogge ben definite. Le temperature restano calde tutto l’anno, ma cambiano le condizioni delle strade e del mare, quindi scegliere il periodo giusto fa la differenza.

  • Da dicembre a marzo → arriva la stagione delle piogge. Le precipitazioni sono più frequenti, alcune strade diventano fangose, ma la vegetazione è più verde e l’isola assume un fascino particolare, molto silenzioso.
  • Da aprile a ottobre → è la stagione secca e il momento migliore per visitare l’isola. Le giornate sono soleggiate, le strade più accessibili e il mare perfetto per surf e spostamenti.
  • Marzo e novembre → sono mesi di transizione, ottimi se vuoi viaggiare con pochissimi turisti e goderti l’isola in tranquillità, anche se qualche pioggia può capitare.

Sicurezza

Anche se personalmente non mi sono mai sentito in pericolo, i local mi hanno consigliato di adottare alcune accortezze pratiche. A differenza di Bali o Lombok, non è comune lasciare il casco o altri oggetti sul motorino. inoltre, Molte guest house offrono la possibilità di parcheggiarlo all’interno del garage o del cortile privato, proprio per evitare furti o danneggiamenti.

Sumbawa è una meta autentica e selvaggia, perfetta per chi cerca avventura e luoghi ancora lontani dal turismo di massa. In dieci giorni, avrò visto forse cinque turisti, quasi tutti surfisti. Tuttavia, si può avere la sensazione di avere gli occhi addosso: nei warung, nei piccoli ristoranti o lungo le strade isolate, capita spesso di sentirsi osservati e scrutati, anche senza cattive intenzioni.

Un altro aspetto critico riguarda la guida. Le strade sono lunghe e spesso deserte, ma il vero problema è il comportamento alla guida: molti conducenti invadono la corsia opposta, costringendoti talvolta a fermarti o finire sullo sterrato. Le regole stradali sembrano quasi inesistenti, rendendo gli spostamenti potenzialmente rischiosi non tanto per le condizioni dell’asfalto, quanto per l’imprevedibilità di chi guida.

Inoltre, molte strade, seppur discretamente praticabili, di sera restano completamente buie per diversi chilometri, rendendo la visibilità scarsa e aumentando il rischio di incidenti o ostacoli improvvisi.

Consigli pratici per muoversi sull’isola

Bisogna tenere presente che qui le distanze sono molto importanti. Spostarsi da un villaggio all’altro richiede tempo, pianificazione e un minimo di preparazione. Alcune zone sono così remote che può capitare di non incontrare nessuno per chilometri.

Il mezzo ideale per muoversi a Sumbawa resta il motorino, meglio se di buona cilindrata (intorno ai 150cc), così da affrontare senza difficoltà le salite e i tratti sterrati che non mancano lungo l’isola.

Per chi invece non guida le due ruote, la scelta più logica è un driver privato, anche se non è la soluzione perfetta. Le strade sono spesso strette e poco pratiche, e avere un’auto in certi punti può diventare scomodo. Resta comunque un’opzione valida per chi preferisce viaggiare in sicurezza o non se la sente di guidare da solo.

Va ricordato che servizi come Grab o Gojek non esistono e che molte zone sono così remote da rendere difficile trovare qualcuno disposto ad accompagnarti fin laggiù e poi tornare indietro. Un driver per più giorni può essere utile, ma significa spendere di più e soprattutto perdere la libertà di fermarti dove vuoi — che è poi la cosa più bella di viaggiare in un’isola così selvaggia.

Un’ulteriore raccomandazione riguarda la presenza costante di camion e mezzi pesanti sulle strade principali. Trasportano di tutto — merci, materiali da costruzione, animali — e spesso faticano ad affrontare le salite più ripide. Succede non di rado che si fermino all’improvviso, accendano le quattro frecce e arretrino perché non riescono a proseguire. Per questo è importante non avvicinarsi troppo e mantenere sempre una distanza di sicurezza.

Per ulteriori consigli e spunti, dai un’occhiata al sito ufficiale del turismo indonesiano

Faq utili

È sicuro viaggiare da solo a Sumbawa?

Sì — l’isola è tranquilla, con basso tasso di criminalità turistica. Tuttavia, in zone remote, è meglio muoversi con prudenza, evitare strade isolate dopo il tramonto e avvertire qualcuno del tuo itinerario.

Internet funziona bene? Meglio eSIM o SIM locale?

La copertura 4G è buona nelle aree abitate, più debole nelle zone remote. Una SIM locale (Telkomsel di solito) offre il miglior rapporto qualità/prezzo; eSIM ok se il tuo telefono la supporta, ma verifica la compatibilità prima di partire.

Posso pagare con carta? Ci sono bancomat?

Contanti prima di tutto. I bancomat si trovano nelle città principali (Sumbawa Besar, Bima), ma nelle aree più isolate è facile che non ci siano. Le carte non sono sempre accettate nelle guest house/warung: preleva in anticipo.

Ci sono regole o usi locali a cui fare attenzione?

Abbigliamento sobrio nei villaggi e nei luoghi di culto, niente rifiuti lasciati in spiaggia/cascate, chiedi sempre prima di fotografare le persone, negozia con gentilezza. Un saluto e un sorriso aprono qualsiasi porta.

Selvaggia, brutale

Sumbawa è un’isola bellissima, fatta di silenzi, panorami incontaminati e tramonti che lasciano senza parole, non di certo un luogo accomodante. Viaggiare qui significa mettersi alla prova, uscire dalla propria zona di comfort e accettare la solitudine come parte dell’esperienza.

Le guest house sono semplici, spesso rudimentali, e ci si trova facilmente a passare ore intere senza incontrare nessuno. A volte ho avuto la sensazione di essere “di troppo”, di avere addosso sguardi curiosi o distanti — ma forse era solo l’effetto di trovarmi in un posto dove il turismo non è ancora arrivato.

Non troverai hotel eleganti o locali alla moda, e credo che sia proprio questo a renderla cosi speciale. Qui si vive la quotidianità indonesiana: mercati rumorosi, le botteghe di legno, i motorini che passano carichi di qualunque cosa. Bambini che salutano per strada gridando “Hello mister!”.

Sumbawa è un’isola per chi ha voglia di capire come vive davvero la gente dall’altra parte del mondo. Per chi preferisce la realtà alla perfezione, la polvere alle vetrine e l’autenticità al comfort. Quando la lasci, ti rendi conto che è proprio questa semplicità — così ruvida e sincera — a restarti dentro più di qualsiasi paesaggio.

Se hai domande, scrivimi nei commenti qui sotto. Se pensi che questo viaggio possa ispirare qualcuno, condividilo sui tuoi social: è il modo migliore per supportare il mio lavoro!


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Cacciatore di orizzonti

Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.

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