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Fotografia di Markus Winkler via Pexels

Frutta thailandese: i frutti della Thailandia da assaggiare

La frutta thailandese è una delle cose che mangio quotidianamente quando sono in Thailandia. Sarà per il caldo, che da queste parti si fa sentire parecchio, sarà perché trovo sempre qualcosa di nuovo da assaggiare, ma ormai è diventata una presenza quotidiana delle mie giornate.

D’altronde, evitarla sarebbe persino difficile. La frutta in Thailandia è praticamente ovunque: mercati, bancarelle, lungo la strada, supermercati, e persino nei 7-Eleven, dove spesso viene venduta sbucciata e tagliata, pronta da mangiare. Una soluzione che, soprattutto per la quantità di plastica utilizzata non mi fa certo impazzire, ma è anche vero che questo sotterfugio rende semplice comprarne una porzione e mangiarla mentre sei in giro.

Alcuni frutti thailandesi sono vecchie conoscenze: mango, papaya, ananas, cocco. Altri, soprattutto durante i primi viaggi, non avevo praticamente idea di cosa fossero. Così, con il passare del tempo, ne ho provati sempre di più. Alcuni sono entrati nelle mie abitudini, altri li mangio soltanto ogni tanto, con alcuni cil rapporto è decisamente più complicato. Durian compreso.

In questa guida voglio quindi portarti tra mercati e bancarelle thailandesi per raccontarti quali frutti vale la pena provare, che sapore hanno e, soprattutto, cosa aspettarti quando li assaggi per la prima volta.

frutta fresca in un mercato a Pattaya
bancarella di frutta fresca in un mercato in thailandia
mele d'acqua in un mercato

I frutti thailandesi da provare almeno una volta

La varietà è probabilmente la cosa che più sorprende quando si inizia a curiosare tra i banchi di un mercato thailandese. Alcuni frutti li conosciamo benissimo anche in Italia, magari con sapori leggermente diversi, mentre altri possono essere una scoperta completa.

Questi sono quelli che, secondo me, vale la pena assaggiare almeno una volta.

Mango thailandese

Il mango thailandese non ha certo bisogno di presentazioni, ma in Thailandia ho imparato a mangiarlo in maniera un po’ diversa. Da noi spesso lo consideriamo pronto quando è ancora abbastanza compatto; qui non è raro aspettare che sia molto più maturo, quasi morbidissimo, e a quel punto diventa incredibilmente dolce e succoso.

C’è poi il mango verde, completamente diverso: acerbo, croccante e acidulo, viene mangiato anche accompagnato da condimenti dolci, salati o piccanti.

E naturalmente c’è il mango sticky rice, dove il mango molto maturo viene servito insieme a riso glutinoso e latte di cocco. Probabilmente uno degli esempi migliori di quanto questo frutto sia presente nella cucina thailandese.

Mangostano

Il mangostano è già qualcosa di decisamente meno familiare. La prima cosa che colpisce è il contrasto tra la spessa buccia viola e l’interno completamente bianco, diviso in piccoli spicchi.

La polpa è morbida e succosa, con un sapore dolce ma leggermente acidulo. Negli spicchi più grandi può esserci un seme, quindi meglio non addentarlo troppo allegramente.

È uno di quei frutti che esteticamente non suggeriscono minimamente quello che troverai una volta aperti.

Rambutan

Il rambutan è impossibile da non notare. È piccolo, rossastro e ricoperto da una sorta di peli morbidi che gli danno un aspetto piuttosto particolare.

La buccia si apre facilmente e all’interno nasconde una polpa bianca e quasi trasparente, succosa e delicatamente dolce, con un seme centrale da evitare. Per sapore e consistenza può ricordare il litchi, anche se mantiene caratteristiche tutte sue. Se non hai mai viaggiato nel Sud-est asiatico, è probabilmente uno di quei frutti che almeno una volta comprerei anche soltanto per curiosità.

Longan

Il longan, chiamato lam yai in Thailandia, è molto meno appariscente. Piccolo, rotondo e marrone, potrebbe tranquillamente passare inosservato in mezzo ai colori di un mercato thailandese.

Basta però rompere la sottile buccia con le dita per trovare una polpa quasi trasparente, morbida e succosa, che avvolge un grosso seme nero. Il sapore è dolce e aromatico. È anche tremendamente facile da mangiare: ne apri uno, poi un altro, poi un altro ancora. E il sacchetto improvvisamente è finito.

Rose apple: la “mela” thailandese

La rose apple, chiamata chomphu, rientra sicuramente sul podio dei miei frutti preferiti in Thailandia.

Il nome può trarre in inganno, perché con la mela che conosciamo in Italia ha relativamente poco a che fare. È molto più leggera e ricca d’acqua, con una consistenza croccante che a tratti trovo quasi spugnosa. Anche il sapore è delicato, poco dolce e molto fresco. Forse è proprio per questo che mi piace così tanto: con il caldo thailandese potrei mangiarne continuamente senza stancarmi.

Jackfruit

Se la rose apple entra sul podio, il jackfruit probabilmente per me sta al primo posto. Lo mangio spesso quando sono in Thailandia anche perché trovarlo è facilissimo: mercati, supermercati, bancarelle e vaschette già pronte. Ed è diffusissimo non soltanto qui, ma in buona parte dell’Asia. Dove viene anche cucinato e preparato come zuppa.

La polpa è carnosa, consistente e molto dolce, con un aroma che personalmente trovo inconfondibile. Se ne incontrano diverse varietà e la polpa può avere tonalità che vanno dal giallo all’arancione, con differenze anche nella consistenza e nell’intensità della dolcezza.

Comprarlo già pulito, tra l’altro, evita la parte meno divertente: un jackfruit intero può essere enorme e, una volta aperto, produce un lattice decisamente appiccicoso.

Dragon fruit

Il dragon fruit, o pitaya, sembra quasi progettato appositamente per attirare l’attenzione: buccia rosa acceso, grandi estremità verdi e un interno completamente diverso da quello che ci si potrebbe aspettare.

La varietà più comune presenta una polpa bianca punteggiata da minuscoli semi neri, ma si trovano anche dragon fruit dalla polpa rossa o violacea. Esistono diverse varietà e cambiano non soltanto il colore, ma anche dolcezza e intensità del sapore. La cosa curiosa è che l’aspetto promette quasi un’esplosione di gusto, mentre il sapore è in realtà piuttosto delicato, fresco e leggermente dolce.

Guava

La guava, o farang in thailandese, è molto comune e spesso viene mangiata quando è ancora verde e croccante. La polpa è compatta, fresca e leggermente dolce, con numerosi piccoli semi nella parte centrale. Nei mercati e nei negozi la trovi facilmente anche già tagliata e pronta da mangiare.

Una delle modalità più thailandesi per provarla è accompagnata da quei piccoli mix di zucchero, sale e peperoncino che vengono utilizzati anche con altra frutta. Un abbinamento che può sembrare strano la prima volta, ma da queste parti è assolutamente normale.

Papaya

Quando è matura, la papaya ha una polpa arancione, morbida e dolce ed è uno dei frutti tropicali più facili da trovare. In Thailandia, però, è interessante anche quello che succede quando viene utilizzata ancora acerba.

La papaya verde è infatti l’ingrediente principale del som tam, una delle insalate più conosciute del Paese. Lo stesso frutto può quindi finire in una vaschetta come spuntino dolce oppure, prima della maturazione, trasformarsi nella base di un piatto piccante e completamente diverso.

Cocco

Il cocco è praticamente parte del paesaggio thailandese ed è molto apprezzato sia dai thailandesi sia dai turisti. Quello che si trova più facilmente, però, è abbastanza diverso dal cocco che siamo abituati a vedere in Italia.

In Thailandia è molto comune il cocco giovane, generalmente medio-grande e con la parte esterna verde. Viene aperto al momento e al suo interno contiene una quantità sorprendente di acqua di cocco: un solo frutto può tranquillamente bastare per dissetarsi. Una volta bevuta, con un cucchiaio si può staccare dalle pareti la polpa, ancora bianca, morbida e delicata.

Ma qui il cocco va ben oltre il frutto da bere o mangiare. Latte e crema di cocco sono ingredienti fondamentali della cucina thailandese, utilizzati in curry, zuppe, bevande e numerosi dessert, compreso naturalmente il mango sticky rice.

Ananas

Anche l’ananas è un volto conosciuto, ma in Thailandia è soprattutto la facilità con cui lo si trova fresco a fare la differenza. Mercati e bancarelle lo vendono spesso già sbucciato e tagliato, pronto da mangiare mentre si è in giro. Nel Paese vengono coltivate diverse varietà, quindi dimensioni, dolcezza e acidità possono cambiare. È forse meno sorprendente di altri frutti di questa lista, ma rimane uno di quelli che finisco per comprare più facilmente quando fa caldo.

Banana

Pensare alla banana come a un frutto esotico può sembrare strano, almeno finché non si entra in un mercato thailandese. Qui ci si rende conto velocemente che non esiste soltanto la classica banana grande che troviamo nei supermercati italiani. Se ne incontrano varietà molto più piccole, altre più dolci, altre ancora utilizzate soprattutto per essere cotte o trasformate in dessert. Non è quindi il frutto in sé a sorprendere, quanto scoprire quante versioni diverse ne esistano.

Pomelo

Il pomelo, chiamato som o, a prima vista potrebbe sembrare semplicemente un pompelmo cresciuto un po’ troppo. La buccia è molto spessa e protegge grandi spicchi carnosi e succosi. Il sapore ricorda inevitabilmente quello degli agrumi, ma tende a essere più delicato e meno amaro rispetto al pompelmo. Considerando quanta buccia bisogna eliminare prima di arrivare alla parte commestibile, è uno di quei casi in cui trovarlo già pulito e confezionato fa particolarmente comodo.

Sugar apple

La sugar apple, conosciuta in Thailandia come noi na, è decisamente più particolare. La riconosci dalla buccia verde formata da tante sezioni che sembrano quasi delle piccole squame. Quando raggiunge la giusta maturazione diventa molto morbida e all’interno nasconde una polpa bianca, cremosa e decisamente dolce.

Ha però un piccolo difetto: contiene parecchi semi neri, quindi richiede un po’ più di pazienza rispetto a frutti che puoi semplicemente tagliare e mangiare. Ma consistenza e sapore sono abbastanza particolari da meritare almeno un assaggio.

frutta tagliata e confezionata in thailandia
Dragon fruit Thai
mercato locale a Pattaya in Thailandia

Durian thailandese: il re dei frutti che divide tutti

Tra tutti i frutti che si possono assaggiare in Thailandia, il durian merita sicuramente un discorso a parte. Grande, ricoperto da una buccia dura e piena di spine e famoso soprattutto per il suo odore, viene spesso definito il “re dei frutti” del Sud-est asiatico. In Thailandia, durante la stagione giusta, lo trovi praticamente ovunque: nei mercati, nei supermercati e sulle bancarelle, intero oppure già aperto e confezionato.

Una volta aperto, al suo interno si trovano grossi spicchi dalla polpa morbida, densa e cremosa, quasi burrosa. Ma descriverne il sapore è molto più complicato, anche perché è uno di quei frutti capaci di dividere completamente le persone.

Io posso sicuramente schierarmi: a me il durian non piace. E non mi sono fermato al primo assaggio. L’ho riprovato in altre due o tre occasioni proprio perché volevo essere sicuro che non fosse stata la varietà, la maturazione o semplicemente una prima esperienza poco fortunata.

Niente da fare. Ogni volta mi ha lasciato una sensazione che faccio persino fatica ad associare a un frutto: come avere del sapone in bocca, con un retrogusto che personalmente mi ricorda incredibilmente quello dell’Augmentin. Non è certamente il paragone più invitante del mondo, ma è quello che descrive meglio ciò che sento quando lo mangio.

A questo si aggiunge il celebre odore del durian, molto intenso e persistente, dovuto ai composti volatili prodotti durante la maturazione. È talmente penetrante che in diversi hotel, mezzi di trasporto e altri spazi chiusi del Sud-est asiatico capita di trovare cartelli che vietano espressamente di portarlo all’interno.

Insomma, gli ho concesso più di una possibilità, ma alla fine mi sono arreso: il durian non è un frutto che fa per me. Questo non significa che non valga la pena provarlo. Anzi, proprio perché c’è chi lo considera una prelibatezza, almeno un assaggio in Thailandia secondo me va fatto.

Le principali varietà di durian thailandese

Non esiste un solo durian. In Thailandia vengono coltivate numerose varietà, differenti per dolcezza, aroma, consistenza e intensità. Tra le più conosciute trovi:

  • Monthong: probabilmente la varietà thailandese più famosa, carnosa, cremosa e dal gusto relativamente equilibrato. Può essere una buona scelta per iniziare.
  • Chanee: generalmente più intensa e aromatica, adatta a chi cerca un sapore più deciso.
  • Kanyao: varietà particolarmente apprezzata e spesso più costosa, riconoscibile anche per il caratteristico peduncolo lungo.

Se è la prima volta, non comprerei un durian intero: una piccola porzione già aperta è più che sufficiente per capire da quale parte della barricata stai.

piccole banane thai
avocado in una bancarella
Frutto Durian

Dove comprare la frutta in Thailandia

Una delle cose più semplici da fare in Thailandia è proprio comprare frutta fresca. Non serve cercare negozi specializzati: la trovi nei mercati, sulle bancarelle, nei supermercati e persino nei 7-Eleven. Personalmente, però, quando posso preferisco i primi due, sia per la scelta sia perché spesso mi capita di trovare frutti che nei minimarket semplicemente non ci sono.

Mercati locali

I mercati thailandesi rimangono il posto migliore per curiosare e provare qualcosa di nuovo. I banchi sono spesso pieni di frutta diversa, venduta al chilo o in piccole quantità, e basta fare un giro per incontrare mango, longan, mangostano, rambutan, dragon fruit e varietà che magari non hai mai visto prima.

È anche il modo in cui ho scoperto diversi dei frutti di cui ti ho parlato in questa guida. Non a caso, anche il sito ufficiale del turismo thailandese dedica spazio ai mercati locali e a quelli specializzati in frutta e verdura. I prezzi cambiano parecchio in base alla stagione, alla zona e alla varietà: nelle mie foto, ad esempio, il longan era venduto a 65 baht al chilo. Più che fissarsi su un prezzo preciso, conviene quindi guardare cosa offre il mercato in quel momento.

Bancarelle e frutta già tagliata

Se invece vuoi qualcosa da mangiare subito, le bancarelle di frutta già tagliata sono probabilmente la soluzione più comoda. Mango, papaya, ananas, guava, jackfruit e dragon fruit vengono sbucciati, tagliati e venduti in piccoli sacchetti o vaschette.

Nelle foto che ho scattato, ad esempio, diverse porzioni costavano 30 baht, ma anche in questo caso il prezzo può cambiare in base al frutto e al posto in cui ti trovi.

A volte insieme alla frutta viene dato anche un piccolo sacchetto con zucchero, sale e peperoncino: un abbinamento che può sembrare piuttosto strano la prima volta, soprattutto con la frutta acerba, ma che in Thailandia è comunissimo.

La stessa comodità si ritrova nei supermercati e nei 7-Eleven, dove è facile trovare confezioni già pronte. Personalmente non amo molto questa soluzione per la quantità di plastica utilizzata, ma quando sei in giro e vuoi semplicemente qualcosa di fresco da mangiare è difficile negare quanto sia pratica.

Come si mangia la frutta in Thailandia

In Thailandia la frutta non si mangia soltanto a fine pasto. È più facile considerarla uno spuntino da qualsiasi momento della giornata: fresca, appena comprata al mercato oppure già sbucciata e tagliata nelle tante bancarelle che si incontrano per strada.

Un’altra presenza costante sono gli shake di frutta, preparati al momento praticamente ovunque, soprattutto nelle zone più turistiche. Mango, cocco, ananas, dragon fruit e passion fruit sono soltanto alcune delle combinazioni che si trovano più facilmente.

Poi c’è il lato più particolare. Mango verde, guava e altra frutta ancora acerba vengono spesso mangiati con piccoli mix di sale, zucchero e peperoncino. All’inizio può sembrare un abbinamento insolito, ma il contrasto tra acidità, dolcezza e piccante funziona sorprendentemente bene.

La frutta entra anche nella cucina vera e propria. Il mango sticky rice è probabilmente l’esempio più famoso sul versante dolce, mentre la papaya verde diventa protagonista del som tam. Il cocco, infine, è praticamente trasversale: latte, crema e polpa finiscono in curry, zuppe, dessert e bevande.

Ed è forse questa la cosa più interessante: in Thailandia il confine tra frutta, snack, dessert e ingrediente da cucina è molto meno netto di quanto siamo abituati a pensare.

Domande frequenti sulla frutta thailandese

Qual è il frutto tipico della Thailandia?

Non esiste un unico frutto ufficialmente rappresentativo della Thailandia, ma mango, durian, mangostano, rambutan e longan sono tra quelli più caratteristici e diffusi. Il durian, in particolare, è conosciuto come il “re dei frutti”, mentre il mangostano viene tradizionalmente chiamato la “regina dei frutti”.

Quando è la stagione del durian in Thailandia?

La stagione può cambiare leggermente in base alla regione e alle condizioni climatiche, ma generalmente il durian thailandese è più abbondante tra aprile e agosto, con il periodo migliore che può variare tra le diverse zone di produzione.

Quali frutti si trovano tutto l'anno in Thailandia?

In Thailandia è facile trovare durante gran parte dell’anno banane, papaya, cocco, ananas e diverse varietà di mango, anche se disponibilità, qualità e prezzi possono cambiare con la stagione. Altri frutti, come mangostano, rambutan e durian, hanno invece una stagionalità più marcata.

Si può portare la frutta dalla Thailandia in Italia?

Non tutta la frutta fresca può essere introdotta liberamente nell’Unione Europea. Per molti frutti provenienti dalla Thailandia sono previsti requisiti fitosanitari, quindi è meglio verificare le regole aggiornate prima della partenza. Frutta essiccata e prodotti confezionati seguono invece normative differenti.

Un ultimo consiglio prima di assaggiarla

Provare la frutta thailandese è una di quelle piccole esperienze che secondo me fanno parte del viaggio. Mercati e bancarelle sono spesso il posto più interessante dove comprarla, ma è sempre bene prestare un minimo di attenzione all’igiene, soprattutto quando viene venduta già tagliata.

Quando possibile, preferisco sciacquare nuovamente la frutta con acqua in bottiglia ed evitare l’acqua del rubinetto. Se invece vuoi andare sul più semplice, supermercati e 7-Eleven rappresentano una valida alternativa per trovare confezioni già pronte e conservate al fresco.

Per il resto, il mio consiglio è uno solo: prova. Non fermarti a mango, cocco e ananas, ma assaggia anche quei frutti dai nomi impronunciabili o dall’aspetto poco familiare. Qualcuno probabilmente non ti piacerà – il durian, nel mio caso, ne sa qualcosa – ma potresti anche scoprire uno dei nuovi sapori preferiti del tuo viaggio.

Cacciatore di orizzonti

Dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la vita tradizionale non faceva più per me e ho deciso di smettere di timbrare il cartellino. Oggi sono un SEO specialist e blogger: viaggio per il mondo e racconto ciò che vedo.

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